2013

2/12

by La Redazione

Radio Musicheria

Si è tenuto a Roma il 26 novembre promosso dal Comitato Nazionale per l'apprendimento pratico della musica.

Giuseppe Verdi e la scuola dell’Italia unita
Programma del convegno

ore 9,30 Saluti
Albertina Soliani - Vicepresidente del Comitato promotore
Luciano Chiappetta - Capo Dipartimento per l’Istruzione - MIUR
Sabrina Bono - Capo Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali - MIUR
Rossana Rummo - Direttore Generale del Ministero dei Beni Culturali e delle Attività Culturali
Maria Mercedes Carrara Verdi - Presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Verdiani

Introduce Luigi Berlinguer - Presidente Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della Musica
Presiede Catello De Martino - Sovrintendente al Teatro dell’Opera di Roma

Intervengono:
Giuseppina La Face, Perché Verdi a Scuola?
Lauro Rossi, Verdi e il Risorgimento
Raffaele Mellace, Il contributo originale di Giuseppe Verdi alla cultura nazionale
Luca Aversano, La musica e la nascita della scuola italiana
Antonio Rostagno, Gli idealismi italiani e l’emergere del Positivismo. Verdi fra De Sanctis, Villari e Lombroso
Markus Engelhardt e Carlo Matteo Mossa, Sull’orlo dei tetti: il Trovatore sui banchi di scuola

Nel pomeriggio sono state eseguite musiche di Verdi da parte di gruppi scolastici.

Il convegno è stato trasmesso in streaming da Radio Cemat. Sul sito della Federazione Cemat è possibile riascoltare l'integrale del convegno.
Qui in Radio Musicheria abbiamo selezionato gli interventi di  Luciano Chiappetta e Sabrina Bono, dirigenti MIUR, che riguardano possibili sviluppi operativi per la scuola.
In particolare evidenziamo i seguenti passaggi:
dott. Chiappetta:
- "nella scuola c'è stato poco, mi auguro che da questa occasione possa esserci di più" in merito alla cultura musicale;
- "sta a noi della struttura formativa italiana far sì che questo patrimonio non vada perso. Come fare? Sta a noi far sì che la celebrazione non sia un fatto dedicato al passato , ma che sia fondamentalmente un punto di partenza per il futuro".
dott.ssa Bono:
- "cercare di capire cosa stiamo facendo come Ministero, cosa abbiamo fatto poco istituzionalmente e cosa si potrà fare nel futuro [...] le iniziative nelle scuole sono sorte spontaneamente, sono sorte grazie alla grande passione di docenti e dirigenti scolastici [...] iniziative spontanee non curricolari... [...] si è arrivati a fare un ulteriore passo avanti e dal punto di vista giuridico un primo passo avanti col riconoscimento della necessità dell'apprendimento pratico della musica nelle Indicazioni nazionali. Scriverlo in un decreto non basta, il grande passo, la grande sfida che viene richiesta al Ministero è quella di dare esecuzione a queste Indicazioni cercando di introdurre e radicare nella scuola italiana la figura dell'insegnante-musicista, che insegni la musica facendo la musica. Ora capite da un punto di vista giuridico-amministrativo-contabile questo ha una serie di conseguenze. C'è un problema relativo all'accesso e quindi alle nuove classi di concorso, l'accesso alle abilitazioni all'insegnamento della musica, c'è un problema di numeri, c'è un problema di organico... ci sono questi problemi da risolvere che sono già affrontati, soprattutto il primo è già su un tavolo tecnico di lavoro. Il Ministero non è insensibile alla problematica. Chi lo fa con competenza, chi lo fa per passione vera e reale, c'è assoluta sensibilità. Si tratta ora di incrociare queste difficoltà di natura amministrativa contabile. Per cercare di avvicinarci a questo passo, all'attuazione reale delle Indicazioni nazionali grazie al Comitato si è sviluppato il piano "Fare musica per tutti" per realizzare con progressività le iniziative. Non ci possiamo aspettare dal prossimo anno scolastico tutto e subito in tutte le scuole primarie ... dobbiamo, con le difficoltà che la nostra amministrazione deve far conto, dobbiamo necessariamente adottare un criterio di progressività. Dovremo rivederci fra un anno con un convegno che ci permetta di tirare le somme".

Il nostro augurio è che le parole di si traducano veramente in scelte concrete affinchè "Musica" sia inserita nel curricolo delle scuole di ogni ordine e grado e, soprattutto, che venga finalmente individuata e definita, a livello istituzionale, la figura dell'insegnante di musica nella scuola primaria così come richiesto ormai da molti anni in vari appelli, l'uiltimo quello del Forum nazionale per l'educazione musicale, appello consegnato al Ministro Carrozza il 10 ottobre u.s.
Speriamo che tra un anno, in occasione del convegno ipotizzato dalla dott.ssa Bono, non si debbano riascoltare i soliti auspici e le solite promesse...

foto tratte dal sito https://www.facebook.com/federazionecemat

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