Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera che il prof. Luigi Berlinguer, nella sua qualità di Presidente del "Comitato di lavoro nazionale per l'apprendimento pratico della musica", ha reso pubblica.
Carissima Amica, Carissimo Amico,
purtroppo in Italia, lo sappiamo, la musica non gode della dovuta attenzione né da parte delle autorità istituzionali né dei media. Soprattutto essa è stata inspiegabilmente esclusa dal novero delle attività culturali capaci di istruire le giovani generazioni. E' incredibile, ma è così.
Desidero, con queste mie brevi note, informarla però che sembrerebbe aperta una prospettiva nuova, che potrebbe - senza troppo illudersi - cambiare questo quadro così deprimente. Recentemente - infatti - il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni ha istituito con D.M. del 28 luglio 2006, un Comitato nazionale per l'apprendimento pratico della musica nelle scuole e me ne ha affidato la presidenza, forse in considerazione delle prime esperienze di introduzione della musica nelle scuole che iniziammo dieci anni fa nello stesso ministero. Con quale compito? Quello di predisporre le linee guida per un progetto di governo, che introduca nel curriculum scolastico la pratica musicale, dalla prima infanzia alla secondaria. Noi abbiamo già predisposto un primo documento, che prevede il ripristino o il “salvataggio” dei laboratori musicali, da me istituiti da responsabile del Dicastero, un percorso di avvicinamento al mondo della musica, in tutte le fasce di età studentesca, tenendo ben presente il carico finanziario sostenibile al momento, pur senza limitarne l' espansione in un futuro speriamo non lontano. Il Comitato ha dichiarato che nelle scuole di ogni ordine e grado devono essere presenti, in forme e modi adeguati alle diverse fasce di età, le attività di fruizione e di produzione musicale quale componente fondamentale per la formazione dei cittadini.
Tale Comitato è composto da musicisti e studiosi come Azio Corghi, Giorgio Battistelli, Paolo Damiani, Mario Brunello, Giovanni Piazza, Lida Branchesi, Nicola Piovani, Giovanna Marini, Carlo Delfrati, Franca Ferrari, Mario Piatti. Pensiamo che sia giusto procedere per tappe, che si debba fare i conti con le ristrettezze finanziarie del paese, tenere ben presenti le difficoltà di preparare ed assumere il personale docente necessario, e vai discorrendo. Realismo, quindi, e gradualismo, ma forte determinazione per dare alla musica piena dignità educativa, scolastica. La musica è la materia più naturale e creativa, più bella, ed insieme più rigorosamente impegnativa. Più di qualunque altra essa può garantire gioia e fatica, e cioè qualità vera, alla scuola. Ma per questo ci dobbiamo impegnare tutti a vincere questa battaglia. A divulgare in modo adeguato questo obiettivo e questo impegno. Il che è assolutamente necessario perchè si deve evitare, ancora una volta, che più forti influenze possano di nuovo far cambiare il corso del torrente.
Al Parlamento e ai decisori politici devono giungere univoche le voci di apprezzamento del progetto rivolto a far spazio alla musica nell'educazione dei ragazzi. E per far questo occorrono le testimonianze di genitori e alunni, di insegnanti, pedagoghi, ma specialmente di artisti e intellettuali che sostengano con passione e competenza i vantaggi rappresentati nel singolo e nella collettività dalla pratica e dalla fruizione musicale.
Può consultare il Documento emerso dal lavoro del Comitato (cfr. link in fondo). Come vedrà, il tema viene affrontato in termini sinergici e in modo del tutto diverso dal passato: a) ci si prefigge di iniziare il percorso individuando all'interno della scuola insegnanti disponibili e con una certa competenza musicale, senza però abbandonarli a sè stessi ma offrendo loro delle linee guida e un esperto di riferimento; b) i laboratori musicali verrebbero ampliati nel numero e dotati delle attrezzature e degli strumenti necessari. La direzione dei laboratori sarà affidata a musicisti che abbiano esperienze di musica d'insieme; c) una assoluta novità consiste nel favorire in ogni scuola la creazione di Cori, anche qui riconoscendo la necessità del Maestro di coro; d) per la prima volta non ci si rivolge solo alle forze della Scuola ma si apre a collaborazioni varie come i conservatori, ma anche ad esterni, in particolare all'associazionismo musicale del luogo e agli operatori. Un insieme di sinergie che dovrebbero condurre a buoni risultati.
Nel frattempo, il Ministro Fioroni ha ripristinato quanto istituimmo 10 anni fa: una Giornata della Musica nelle Scuole, che è stata fissata per il 5 maggio e che avrebbe il compito di far emergere questa esigenza condivisa.
Mi auguro di avere contributi di idee e specialmente di ipotesi progettuali tese a far decollare questo importantissimo progetto che potrebbe davvero oggi dire una parola nuova nel rapporto tra i giovani e la musica: una scuola moderna ha il dovere di promuovere le pratiche musicali in modo critico e cosciente e di contribuire a sviluppare la musicalità che è patrimonio di ogni cittadino.
Luigi Berlinguer
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