2017

30/10

by Giorgio Minardi

Interviste

Come costruire e usare giocattoli sonori con fantasia e creatività. Intervista a Giorgio Minardi.

Musicheria: Da diversi anni è abitudine proporre, soprattutto ai bambini delle scuole dell'infanzia e primaria, la costruzione di "oggetti sonori" o "strumenti poveri". Questa pratica, dettata spesso dalla carenza di fondi per l'acquisto di "strumenti musicali", produce però spesso oggetti con estetica e sonorità "povere". Giorgio Minardi, in collaborazione con Sara Maioli, ha recentemente pubblicato un libretto intitolato Costruire giocattoli sonori e come utilizzarli.
A lui chiediamo cosa distingue un "oggetto sonoro" da un "giocattolo sonoro", e quali sono le caratteristiche dei giocattoli da lui proposti.


Giorgio Minardi: Dal mio punto di vista la differenza fra oggetto e giocattolo sonoro è che mentre nel primo l’aspetto legato al suono è centrale ed unico, nel secondo è una parte, certo molto importante ma non l’unica.
Il giocattolo sonoro contiene anche una dimensione extra sonora creata dalle decorazioni e dai travestimenti attraverso i quali gli oggetti diventano animali, personaggi strani, macchinine, ecc…e così nascono i giocattoli sonori.
Quando ho iniziato ad interessarmi a questo tipo di attività con i bambini, la mia attenzione era puntata esclusivamente sulla qualità del suono che producevano gli oggetti costruiti, nel senso che mi interessava che la sonorità fosse bella da ascoltare, stimolante e che l’effetto rumoristico risultasse realistico (ronzare di insetti, acqua, rombo di motore, ecc.) o che l’oggetto riuscisse ad imitare lo strumento musicale vero (maracas, sonagli, tamburo,..).
In seguito ho iniziato ad aggiungere piccole decorazioni a questi oggetti in modo da fargli prendere vita anche al di là dell’effetto sonoro e con l’aiuto di Sara Maioli (scenografa teatrale) ho ampliato questo aspetto delle decorazioni trovandolo un grande valore aggiunto. Il risultato infatti sono giocattoli nati per creare suoni ma che trovano nella decorazione e nel “travestimento” un potenziamento della loro funzione ludica.
In questo modo ho notato che il coinvolgimento e l’interessamento da parte dei bambini aumenta notevolmente.
Un'altra caratteristica dei giocattoli sonori raccolti in questo libretto è la semplicità nella costruzione, abbiamo scelto infatti manufatti di facile e veloce realizzazione e che non richiedono l’utilizzo di particolari attrezzi di falegnameria.

M.: Nella tua esperienza di animatore e insegnante l'uso dei giocattoli sonori è limitato appunto a giochi "rumoristici" oppure riesci, con i bambini e i ragazzi, anche a produrre "musiche", o comunque a farne un uso "strutturato"?

G.M.: Propongo anche un uso più strutturato oltre al semplice effetto rumoristico, ad esempio sonorizzazione di poesie e filastrocche, costruzione di paesaggi sonori, interventi sonori all’interno di brevi storie o canzoni.
In questi casi è molto utile l’utilizzo di un registratore digitale per poter riascoltare il lavoro svolto e, avendo la possibilità, anche di un programma di editing per montare il materiale.
Nel libro abbiamo indicato alcuni esempi di questi percorsi e nel nostro canale youtube e nella pagina facebook di Giocattoli sonori a breve caricheremo alcuni esempi di queste attività.

M.: In base alla tua esperienza e dal tuo punto di osservazione quali ritieni siano le problematiche principali oggi per una educazione musicale a misura di bambini e bambine?

G.M.: Io entro nelle scuole dell’infanzia e primarie come esperto esterno e ho avuto modo di osservare realtà molto differenti fra loro in questi anni. Al di là delle singole individualità degli insegnanti e quindi di chi riesce a mettersi più o meno in gioco nelle attività con il suono e la musica credo che uno dei principali problemi sia legato agli spazi e alle attrezzature presenti.
Mentre ad esempio in molte scuole dell’infanzia è più facile trovare spazi liberi da infrastrutture dove poter svolgere anche attività con il corpo e il movimento, nella scuola primaria spesso questo è più difficile e bisogna arrangiarsi spostando i banchi nelle aule o utilizzando aule nate per altri scopi come la palestra o la biblioteca.
Allargando il discorso di può dire che spesso mancano aule attrezzate e adatte dove poter svolgere attività musicali; aule con un buon impianto audio, strumenti musicali, senza banchi e una buona acustica.
Credo che questo sia un aspetto importante, perché un spazio adatto ti può permettere di andare più incontro ai bisogni dei bambini e fargli vivere un esperienza musicale più ricca e completa.
Soprattutto penso alla possibilità di muoversi e vivere con il corpo l’esperienza musicale, un aspetto molto importante per i bambini in questa epoca prevalentemente e pericolosamente sedentaria.

Per ricevere il libro scrivere a: giocattolisonori@gmail.com

 

© 2017 Associazione Centro Studi e Solidarietà Maurizio Di Benedetto | C.F. 92020080138                                                          Seguici sui social