Musicheria. La rivista digitale di educazione al suono e alla musica

A che gioco si sta giocando?

Giovanni Ferraro

I Licei Musicali

Oggi delle 40 sezioni dei licei musicali, di cui ne era stata assicurata l’attivazione, ne risultano appena 23, con scadenza imminente delle iscrizioni. Ma a che gioco si sta giocando? sulla pelle dei ragazzi e degli insegnanti della A031?

Piuttosto che di riforma qui siamo di fronte alle “Deliriadi gelminiane”. Le 23 sezioni dei licei musicali infatti non costituiscono affatto una continuità “in uscita” per i circa 1000 corsi di SMIM (scuola media ad indirizzo musicale) istituiti in Italia nel 2000 con l’apposita classe di concorso A077.
Sono un insegnante di educazione musicale da 33 anni (iniziai a 19 anni nel 1977). Una vita dedicata agli studi e all’insegnamento: diploma di pianoforte; diversi corsi annuali di perfezionamento frequentati; due concorsi ordinari vinti; possesso di abilitazioni nelle classi di concorso A031, A032, A077; attività concertistica svolta da solista e in duo; diploma accademico di 2° livello conseguito. Per l’insegnamento: supplenze in tutti i gradi di scuola (in Sicilia e in Lombardia); insegnamento alla media, nei corsi ad indirizzo musicale e al liceo (sia musica che strumento). E domani, per me? Ri-precariato?
Ma sposterei adesso il discorso anche sull’utenza. Qualcuno ha considerato l’effetto “domino” devastante? i circa 1000 corsi SMIM senza sbocco, perchè 23 sezioni di liceo musicale rispetto a 1000 corsi SMIM sono NIENTE, scoraggeranno le famiglie ad iscrivere i propri figli nei corsi di strumento musicale, perchè dopo, a meno che non abitino nelle fortunate 23 città dove tali licei saranno attivati, sarà impossibile accedervi, logisticamente. Chi sarà quel genitore che manderà tutte le mattine il proprio figlio quattordicernne a studiare a 200 km di distanza? Anche se tratta si “talenti”, come li definisce il Dr. Bruschi, solo ragusani e palermitani (1 sez. a Modica e 1 a Palermo attivate), nel caso della Sicilia, potranno farlo. Nel caso della Provincia di Enna (20 comuni con SMIM istituite quasi “a tappeto”, cioè in quasi tutti i comuni) i licei musicali li vedremo “col binocolo”, perchè la Sicilia ne ha solo due e il modicano Dr. Bruno Civello, alto funzionario Miur, difficilmente toglierà il liceo ai modicani per darlo agli ennesi, ai siracusani o agli agrigentini.
Insomma è di disservizio musicale che occorre opportunamente parlare, o meglio ancora, di ridimensionamento forte della disciplina che, per l’effetto domino di cui sopra, investirà anche la scuola media.
Anche la scuola elementare non resterà immune dal “taglio” devastante procurato dalla soppressione della musica nei licei delle scienze umane, perchè i futuri insegnanti di scuola primaria giungeranno “digiuni” musicalmente presso le facoltà di scienze della formazione, preposte alla preparazione degli insegnanti di scuola primaria e l’effetto domino investirà quindi anche le elementari.
Dalla risposta ricevuta ad un quesito fatto dal sottoscritto al Dr. Max Bruschi della “Cabina di regia” istituita appositamente dal M.I.U.R. per la riforma della secondaria, apprendo inoltre che i licei musicali serviranno per i “talenti” in uscita dalle SMIM, quindi non sono necessarie, dice il Dr. Bruschi, tante sezioni di liceo musicale. Della musica alle scienze umane, poi, dallo stesso non viene fatto alcun cenno, se non il consiglio di fare inserire Musica dal Collegio dei docenti come disciplina opzionale, declassando la disciplina “di diritto”, che perderebbe la cittadinanza, ma anche “di fatto”.
Cari genitori e cari colleghi, coesiamoci e incisivamente richiediamo:
1) rinvio di un anno delle iscrizioni ai nuovi impianti curricolari alle superiori, in quanto famiglie e studenti ad oggi sono solamente “disorientati”;
2) ridefinizione dei quadri-orario nei licei delle scienze umane, anche solo per l’indirizzo “generalista”, riportando la disciplina al biennio e ridimensionando magari qualcos’altro (non dico “Arte”, per non innescare una guerra tra poveri);
3) rivedere la distribuzione delle sezioni dei licei musicali, ampliandone da subito il numero in maniera adeguata, in modo da “servire” realmente l’utenza dell’intero territorio nazionale (non solamente le aree metropolitane, come si paventa;
4) mantenere i corsi musicali, chiamandoli oggi “licei”, presso i socio psico-pedagogici “Brocca” che già ce li hanno in atto (Enna compresa);
5) chiarire meglio criteri e titoli d’accesso per il reclutamento dei docenti (A031, A077 o cos’altro) che insegneranno nei licei musicali, senza “secondarizzare” i docenti di conservatorio per impiegarli nei nascituri licei musicali, in quanto la loro esperienza è di tipo accademico (cioè di rango universitario) e nulla ha a che vedere, fino a prova contraria, con le competenze del docente abilitato nella classe A031, afferenti all’istruzione secondaria di 2° grado.

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