Al Kamandjati - Un progetto musicale in Palestina

Abbiamo già riferito in Musicheria dell’ormai lunga e consolidata esperienza del Conservatorio “Edward Said”, attraverso un’intervista al suo direttore Suhail Khoury realizzata da Rosanna Dambrosio, una delle insegnanti italiane che lavorano presso tale istituzione. Presentiamo ora un’iniziativa meno istituzionale, ma non per questo meno interessante, sorta grazie alla volontà di un giovane musicista palestinese, Ramzi Aburedwan, nato nel campo profughi di Al Amari (Ramallah). Si tratta dell’associazione “Al Kamandjati” (il violinista). La vita di Ramzi Abureduwan è stata segnata in particolare dall’esperienza della prima Intifada, tanto che una sua famosa fotografia mentre, bambino di allora otto anni, lancia pietre contro i blindati israeliani, è ancora oggi ben presente nei manifesti dell’associazione. Una decina d’anni dopo Ramzi Aburedwan si avvicinò allo studio della musica grazie a un seminario organizzato per i giovani palestinesi dal musicista Mohamed Fadel e in seguito ottenne una borsa di studio statale in Francia, dopo poté continuare gli studi come violista. Proprio in Francia, ad Angers, Ramzi Aburedwan trovò la solidarietà e la sensibilità necessarie a far sorgere l’associazione “Al Kamandjati”, che in un primo momento si dedicò soprattutto a concerti di solidarietà, raccolta di strumenti musicali da inviare in Palestina, organizzazione di stages e seminari tra musicisti europei e palestinesi. Oggi “Al Kamandjati”, pur continuando ad avere una sede in Francia, ha aperto diverse interessanti iniziative direttamente in Palestina, soprattutto, ma non esclusivamente, a Ramallah. La sede dell’associazione è nella parte vecchia di Ramallah, in una casa ristrutturata in modo sobrio ma raffinato e si resta impressionati dalla tranquillità e serenità che vi si respira, dopo che per arrivarci si passa attraverso check point, fili spinati, file interminabili motivate spesso solo dalla volontà dell’esercito d’occupazione di rendere difficile ogni attività economica e sociale. In tale casa sono state ricavate diverse aule dove, da settembre 2005, si tengono corsi di musica per i bambini di Ramallah e dei campi profughi della città: violino, pianoforte, percussioni arabe e occidentali, ud e altri strumenti. Inoltre gli insegnanti, palestinesi o di altra nazionalità, che fanno parte dell’organico della scuola, sono impegnati anche a tener corsi nei villaggi vicino a Ramallah e nei diversi campi di rifugiati. In particolare nei campi profughi si svolgono soprattutto ateliers e performances musicali che hanno lo scopo di proporre un primo approccio alla conoscenza degli strumenti musicali e di motivare i bambini a iniziarne la pratica. A questo proposito ci piace segnalare che nel manifesto fondativo dell’associazione si parla della necessità di privilegiare un approccio ludico alla pratica strumentale. Nel primo anno di attività regolare, circa 110 bambini hanno partecipato ai corsi nella sede di Ramallah, un altro centinaio nei villaggi intorno alla città e altri sono stai coinvolti negli ateliers svolti nei campi profughi. Inoltre l’associazione “Al kamandjati” sta progettando anche interventi presso i campi dei rifugiati palestinesi in Libano, dove peraltro esistono già diverse realtà musicali giovanili “spontanee” che dovrebbero essere valorizzate. Una parte degli insegnanti è retribuita con i fondi provenienti da diverse istituzioni e fondazioni internazionali, altri sono volontari, così come tutta l'attività associativa si avvale di tali finanziamenti.
Per conoscere più a fondo l’attività e i progetti dell’associazione si può visitare il suo sito: http://www.alkamandjati.com

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Scarica questo file (AbuDis-15Juillet9B3F3.jpg)Abu Dis, concerto all'ombra del muro 82 kB
Scarica questo file (AlAmari-11Juillet9B3F2.jpg)Al Amari, atelier di chitarra 73 kB
Scarica questo file (MurAbuDis-16Juil9B3F0.jpg)Abu Dis, Ramzi Aburedwan 71 kB
Scarica questo file (qalandia3-03-08-05Mu9B3F5.jpg)Qalandia, atelier di archi 102 kB

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