Recuperare l'umano in musica

Sono sempre più convinto che la nostra cultura musicale occidentale debba sentirsi sempre più interessata e desiderosa di apprendere dalle altre culture musicali del mondo, specialmente da quelle più diverse, ancor più se primitive. Questa diversità è così formativa per noi che può davvero indurci a riflettere sulle vere e primarie condotte musicali indicatrici di una base davvero “attaccata” agli umani bisogni, prioritari. Mi verrebbe da dire che, le culture musicali primitive, mettono in mostra quelle modalità di manifestare il sonoro e la musica secondo il concetto dell'essere musicalmente vitali prima di essere socialmente musicali (cfr. M. Spaccazocchi, P. Stauder, Musica in sé, Quattroventi, Urbino, 2002). Infatti molte delle nostre pratiche musicali sembrano manifestare condotte ben più radicate all'essere socialmente musicali, perdendo di vista molto spesso la priorità vitale e umana profonda di altre modalità di essere in e con la musica. Ho voluto riportare alcune fra le tante citazioni che mi hanno permesso di capire come certi popoli usino “a fin di bene” le loro pratiche o manifestazioni musicali più o meno diverse.
Propongo quindi alcune citazioni (cfr. file allegato) senza farle seguire da alcuna interpretazione perché, ritengo, che “parlino” già da sole.
Addirittura sarebbe molto bello se gli stessi lettori continuassero ad aggiungere altre citazioni di esperienze musicali ad alto valore di umanità, fatte insomma per la vita e non per secondarie intenzioni che oggi più che mai possono risultare superflue e pure futili. Sì, si tratta di recuperare il maggior numero di esempi che possano ampliare la mentalità musicale del nostro essere occidentali-europei, che possano farci capire che certe pratiche musicali ad “alto tasso” di umanità sono oggi più che mai utili, importanti e formative. Leggere di queste pratiche musicali è come leggere insegnamenti di vita!
Una vita musicale che non ha perso il senso primario della vita, quella vera, non certo quella che molto spesso “palleggiamo” ogni giorno senza, molte volte, sapere quanto, se, o perché vale la pena di viverla.
Buona lettura…e buona prosecuzione con vostre analisi, considerazioni e citazioni…

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