La Cenicienta

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A distanza di quasi mezzo secolo, questa splendida Cenerentola ha trovato quest’anno in Italia una giusta valorizzazione attraverso l’omonimo progetto a cura della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia, del Conservatorio “F.A. Bonporti” di Trento, del Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento, con il patrocinio dell’ Assessorato alla Cultura del Comune di Trento.
Non si tratta solo della rappresentazione dell’opera, bensì di un’iniziativa destinata in tutto e per tutto ai ragazzi: sia nel senso della produzione, che in quello della fruizione. Tra l’altro, come accade ormai frequentemente in tanti progetti di formazione del pubblico ben formulati, i ragazzi-spettatori, anche nello spettacolo, sono coinvolti in forma inter-attiva.
Ma è opportuno andare con ordine e incominciare dalla partitura, che ha rivisto la luce attraverso la revisione critica commissionata dal Teatro La Fenice al M° Julian Lombana, con la prima rappresentazione assoluta in lingua italiana lo scorso aprile al Teatro Malibran di Venezia e con replica i prossimi 6 e 7 dicembre al Teatro Sociale di Trento.
La genesi dell’opera trova riscontro nell’impegno sociale con cui operò Peña Hen, sensibilissimo pedagogo e didatta, nonché uno dei più importanti direttori d’orchestra dell’America latina. Egli costituì nella cittadina di La Serena la prima scuola di musica del continente latino-americano e ricavò il libretto da un racconto in versi dello scrittore Oscar Jara Azocar. Pubblicato su un’antologia scolastica cilena dell’epoca, il testo è fedele alla fiaba di Perrault: un dato importante per la destinazione poiché, come è noto, per esempio, la celebre versione di Rossini in realtà se ne distacca, utilizzando invece la fiaba come parodia umoristica di certi comportamenti adulti.
La Cenicienta di Peña Hen, divisa in tre Quadri e una Ouverture, ha anche il merito di avere la stessa concisione di Perrault (dura circa 40’) e di avere una scrittura adatta ad essere interamente realizzata e fruita da ragazzi: del tutto eseguibile da musicisti studenti, con un linguaggio musicale affascinante e originale, è in grado di suscitare una forte esperienza nel pubblico infantile, grazie all’utilizzo di un’orchestra sinfonica ricca e completa, nove solisti, un coro e un corpo di ballo; all’epoca fu purtroppo rappresentata poche volte in Cile poiché l’autore scomparve, tra tante eminenti figure artistiche, intellettuali e sociali, a causa dei famigerati “squadroni della morte” nell’imminenza del tragico colpo di stato.
Il Teatro La Fenice, recuperato il manoscritto dalla vedova, oggi, nel clima restaurato della democrazia, si è proposto e ha ottenuto la concessione di risultare l’editore originale, con il Conservatorio di Trento come primo cantiere produttivo.
Per la direzione del M° Julian Lombana e la regia di Luca Ferraris, l’allestimento ha impegnato 105 ragazzi, studenti del Conservatorio “Francesco Antonio Bonporti” di Trento, nonché 9 ballerine dell’Associazione Danzamania Pergine, in un intenso ma assai gratificante lavoro di prove.
Quanto al percorso didattico costruito sul versante della fruizione, lo spettacolo è stato concepito come momento catalizzatore di un naturale avvicinamento al mondo del teatro musicale, non solo per i bambini della scuola elementare, ma - novità rilevante nel panorama delle proposte dei teatri italiani alle scuole - anche per i più grandicelli della scuola materna (circa 3000 bambini nelle varie recite).
Il punto di forza del progetto didattico si è dunque concretizzato in un rapporto con le scuole e soprattutto con i maestri che hanno aderito all’iniziativa, partecipando a un ciclo di seminari centrati sulla fiaba come spunto di lavoro interdisciplinare: un percorso (predisposto dal responsabile dell’Area Formazione del Teatro La Fenice di Venezia, prof. Domenico Cardone) metodologicamente, tradotto in occasioni di lavoro con la parola, il disegno, il canto e la musica, la psicomotricità, per suggerire una mappa generale non solo teorica ma anche pratica.
Lo spettacolo prevede inoltre coinvolgimento attivo della platea anche attraverso il canto, da parte dei bambini-spettatori, di due facili momenti corali, preventivamente preparati a scuola.
A supporto e corredo dell’iniziativa è stato infine predisposto un notevole e stimolante sussidio ipermediale, ricchissimo di documenti sonori, audiovisivi e testuali, utilizzabili sia nella progettazione che nella realizzazione delle attività didattiche connesse. Si tratta di materiali legati ovviamente al tema della Cenerentola, trasferiti in CD e DVD che raccolgono decine di testi, schede, illustrazioni, registrazioni discografiche, filmiche di generi epoche e culture diverse.
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