Un’orchestra per ogni liceo una metafora della vita

L'esperienza del liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” di Maglie (LE)

In allegato l'articolo in formato pdf con alcune foto.

In un viaggio a Roma, città eterna, in piazza del Popolo, osservai un gruppo di ragazzi americani che suonava brani jazz, blues e qualche musica da film di Morricone e Piovani. Mi avvicinai al direttore e sebbene usassi un mediocre inglese capii che si trattava di una orchestra americana, la Spartanburg High School Orchestra della South Carolina (USA), fondata nel 1920 su impulso del grande cornettista Joe "King" Oliver. Il direttore un giovanissimo ragazzo di appena 25 anni, italo americano, mi raccontava quanto in quella scuola fosse importante il corso di musica di insieme e il laboratorio orchestrale per molti ragazzi. La partecipazione avveniva con una dura selezione dopo le scuole medie e dopo i quattro anni del liceo i ragazzi migliori grazie anche ai crediti musicali ottenuti entravano di diritto nei migliori college americani. Mi chiedevo perché fosse così importante per un liceo la pratica musicale. La risposta la ebbi qualche mese dopo leggendo il libro di Ambra Radaelli “La musica salva la vita. il “sistema” delle orchestre giovanili dal Venezuela all’Italia” (Feltrinelli 2012). Infatti la pratica musicale in un liceo può diventare un momento di aggregazione, confronto, ascolto e strumento educativo fantastico per aiutare gli studenti a crescere e istruirsi con equilibrio. Tornato nella mia scuola, il liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” di Maglie a settembre del 2010, conobbi la nuova dirigente scolastica, prof.ssa Annarita Corrado; dal suo curriculum seppi che era diplomata in pianoforte presso il conservatorio di Lecce e lessi questa situazione come il segno del destino per tentare un progetto di musica di insieme nel liceo. “La musica è necessaria alla vita, può cambiarla, migliorarla e in alcuni casi può addirittura salvarla”. I nostri giovani in un liceo scientifico sono ben lontani dalla realtà venezuelana ma hanno bisogno della musica per salvare la loro identità, la loro autostima, il loro senso di appartenenza alla vita e alla natura.

Così una mattina mi presentai dalla Dirigente e lei fu subito entusiasta della proposta. Soprattutto ricordo la sua faccia sbalordita quando le dissi che molti ragazzi nel nostro liceo erano costretti a nascondere ai propri docenti il fatto di frequentare il conservatorio o scuole di musica per non essere penalizzati nella valutazione. Ebbene si, in Italia avere la passione per la musica o per uno sport, in alcuni licei è un segno di arroganza o volontà di fare più del necessario e molti docenti alla prima occasione ti rinfacciano di non studiare abbastanza la propria materia perché troppo impegnato in conservatorio o a studiare il tuo strumento. Proprio per valorizzare questi ragazzi organizzai con una prima ricognizione a scuola una raccolta di adesioni per l’orchestra del liceo. Andò molto male perché nonostante ci fossero 1200 alunni solo 15 avevano dato l’adesione a partecipare al progetto di musica d’insieme. Seppi dopo che gli altri avevano timore di rivelare la propria passione al consiglio dei docenti. Mi sembrava veramente assurdo nel 2010 ancora nascondersi per una passione così bella e importante come la musica in un liceo dove si insegnava la cultura della libertà e dell’abbattimento di ogni pregiudizio.

Nella prima riunione i ragazzi sembravano intimoriti da questa iniziativa ma credevano nel progetto, allora li rassicurai perché avremmo iniziato a provare una volta a settimana in coda alle lezioni e per circa 2 ore. Il primo anno preparammo un repertorio molto semplice per la fine dell’anno quando la scuola apriva le sue porte per un importantissimo certamen fisico matematico “Fabiana D’Arpa” e fu in quella occasione che i ragazzi suonarono meravigliosamente bene musiche di Morricone, Piovani, Bachalov, Ravel, Bizet e Piazzolla. La strada era aperta e l’anno successivo aderirono al progetto 50 ragazzi e molti genitori vollero aiutare nell’organizzare per eventi e concerti. La sinergia creata tra progetto e dirigenza ebbe molti buoni frutti con degli obiettivi ben specifici. L’orchestra del liceo divenne ben presto il fiore all’occhiello dell’Istituto; ancora oggi accoglie moltissimi ospiti che giungono per conferenze e lezioni nel liceo, accoglie studenti e genitori nelle domeniche mattina per gli open day a gennaio, è ospite di molte rassegne musicali durante l’estate nel Salento, come la notte della taranta e le varie sagre.

Il progetto didattico ha come principale obiettivo quello di valorizzare gli studenti che studiano qualche strumento musicale in scuole o conservatori, ma soprattutto serve ad educare i giovani ad avere un più forte senso di appartenenza alle istituzioni, conoscere la storia della musica popolare e classica attraverso parti semplificate e adattate alle loro difficoltà. Infatti una delle sfide più difficili per questo progetto era quella di trovare sul web brani con un organico orchestrale ridotto. Allora fu necessario creare degli arrangiamenti che potessero andare bene all’organico presente e che ogni anno si modificava con la partenza dei ragazzi più grandi e l’arrivo di giovani strumentisti del primo anno. Si partiva da una struttura a 4 voci come un quartetto classico e i primi violini venivano raddoppiati da flauti e clarinetti, i secondi violini altrettanto, il basso elettrico eseguiva le parti dei violoncelli e contrabbassi, le viole venivano raddoppiate da sax contralti o tenori e il pianoforte copriva le armonie mancanti. Nei primi cinque anni arricchiva l’orchestra la presenza di 2 fisarmoniche e 5 chitarre. Solitamente per il numero esagerato di pianisti si organizzavano delle selezioni e dei turni per suonare i circa 20 brani in scaletta. Alcune voci femminili in questi anni si sono alternate ad interpretare brani di vario genere e da ottobre a marzo il lavoro di provare per 2 o 3 ore a settimana per adattare il programma ai vari eventi. Negli ultimi anni il progetto si è arricchito della collaborazione e partecipazione di altri maestri quali i proff. Armando Ciardo e Davide Sergi che hanno dato esperienza e grande professionalità trascrivendo e arrangiando parti della musica popolare salentina e della musica leggera italiana. Oggi il progetto è una grande risorsa per il liceo scientifico di Maglie e grazie alle competenze in campo della Dirigente Annarita Corrado e dei due maestri Armando Ciardo e Davide Sergi si può dimostrare che in ogni istituto si può creare una band e fare musica nonostante non sia un liceo musicale. L’orchestra del liceo scientifico di Maglie “Leonardo Da Vinci” ha registrato 2 cd, ha suonato in piazza San Pietro nella udienza generale di Papa Francesco il 19 febbraio 2014, ha suonato per molti ministri arrivati a scuola per conferenze e visite istituzionali, per il centenario della nascita dello statista Aldo Moro a Maglie nel settembre 2016.

L’orchestra in ogni liceo è metafora della vita perché educa con semplicità i giovani ad ascoltarsi, ad eseguire il ritmo come metafora della legge e rispettare la legge come necessità per comprendere la propria libertà di essere in sintonia con se stessi e con ciò che li circonda. La musica salva la vita dei nostri adolescenti e per questo vorrei segnalare il progetto della prof.ssa Teresa Satalino a Monopoli di creare la Juniororchestra dei conservatori in Puglia per dare una formazione ai giovani ragazzi delle scuole medie ad indirizzo musicale e licei musicali e per farli partecipare a workshop per la preparazione di veri professionisti della musica d’insieme. La Juniororchestra è formata da ragazzi dai 12 ai 17 anni. In questi giorni la giovane orchestra della Puglia suona a Borgo Egnatia sotto la direzione di Nir Kabaretti un maestro israeliano, attualmente Direttore musicale della Santa Barbara Symphony (California).

Viva la musica strumento di grande educazione e consolazione per tutti.

http://www.liceodavincimaglie.gov.it/   http://www.orchestracademy.it/

 

Al termine dell'esperienza quinquennale dell'orchestra liceale la studentessa Madaleine N'Diaye ha scritto questa lettera:

Vi racconterò una storia. Una storia di note, colonne sonore, musica, sorrisi, concerti, voci e ritmo. È iniziata cinque anni fa proprio in questa scuola: ero una bambina in cerca di un orizzonte da raggiungere, in cerca di insegnamenti che mi potessero aiutare a diventare qualcuno; una bambina che, con la “navicella del suo ingegno”, alla fine della sua crescita, avrebbe dovuto inoltrarsi in mare aperto.
Il primo giorno d’orchestra avevo paura, con le mani tremolanti tenevo stretto il mio violino e con occhi sfuggenti cercavo la sicurezza nello sguardo dei più grandi.
Mi sedetti accanto ad altri violinisti che, fin dall’inizio, mi affiancarono nell’esecuzione dei brani dandomi consigli, correggendo gli errori ed incoraggiandomi ad esprimere me stessa in ogni nota. Nell’auditorium entró il mio professore di lettere con un violino sorridendo a tutti noi ragazzi; notai subito la sicurezza che cercavo nello sguardo del mio maestro, quel tipo di sguardo che cerchi negli occhi dei genitori quando vieni spinto sulla bici senza rotelle per la prima volta e tu hai una paura tremenda di cadere.
“Buongiorno a tutti, vedo che ci sono anche i nuovi marinai oggi, che ne dite iniziamo a suonare un po’?” disse il maestro Cananà con la sua voce calda e accogliente mentre girava con decisione gli spartiti in un raccoglitore giallo. Dopo la prima nota capii subito perché ero lì, perché avevo deciso di entrare a far parte di quella famiglia. Nell’aria l’odore della pece, nelle orecchie mille suoni diversi, sulla pelle si avvertiva ancora leggero il caldo semiestivo di settembre e nel cuore fuochi d’artificio. All’inizio non pensavo di essere all’altezza di quell’orchestra e lo dissi al mio maestro che con un tono di rimprovero mi disse “Non sottovalutarti mai, qui si viene per imparare tutti insieme, quando si suona in orchestra non si è mai soli, si deve imparare ad ascoltare ogni strumento, ogni persona; non sei tu e gli altri, siete tutti insieme, ognuno a suo modo è necessariamente importante”.
Proprio da quel momento posso dire che ebbe inizio il mio viaggio in orchestra: non dimenticherò nessun concerto, nessun brano, nessun musicista. Ho imparato diverse cose suonando in quest’orchestra: ho imparato che un brano classico può essere rivisitato trasformandolo in una versione più personale grazie al maestro Cananà; ho imparato a seguire il ritmo della tradizione salentina, a “dirigere” un’orchestra e a suonare direttamente non solo le corde del mio violino ma anche quelle della mia terra grazie al maestro Ciardo; ho imparato che la musica leggera può sorprendere, che non è stata dimenticata, che ognuno di noi ha la possibilità di legare il proprio suono a quello di qualcun altro mescolandolo alla perfezione tra un magnifico verso e l’altro di De Andrè grazie al maestro Sergi.
Ho inciso tutto nella mia mente, come fosse un disco, e la cosa più bella è che posso riascoltare tutto quando ne ho voglia, basta prendere in mano il mio violino che subito l’odore della pece mi riporta a Roma davanti al papa come nel 2014, al carcere di Borgo San Nicola l’8 marzo del 2016 davanti a donne che si sono commosse ascoltando le nostre note; ad agosto di due anni fa quando il ritmo delle nostre pizziche infuocava l’atmosfera di Martano in una delle tappe del tour della notte della Taranta; al teatro di Lecce sotto le luci blu che ci illuminavano mentre suonavamo l’Eine Kleine di Mozart; fino a questo cortile, dove ogni anno sotto le stesse stelle, quelle di Fabiana, il mio cuore si commuove sempre un po’. Ogni certamen un anno passato, mille esperienze vissute con tutti questi ragazzi che da molto ormai sono diventati la mia famiglia, il mio posto sicuro, il porto da cui ora con la mia non più piccola “navicella” devo, purtroppo, salpare e raggiungere quell’orizzonte che col passare degli anni è diventato sempre più nitido.
Tutto quello che posso dire è grazie: alla preside per ogni opportunità che mi ha dato per dimostrare di saper fare di più; ai miei maestri che con grande professionalità, ma anche con grande affetto, mi hanno cresciuta come una figlia e sono grata loro per avermi insegnato ad ascoltarmi e ad ascoltare; e per ultimi ma non meno importanti, non uno, ma mille grazie a tutti questi ragazzi. Mi rivolgo a voi, non rinunciate mai alla vostra musica, alla nostra musica; siamo una sinfonia, siamo un’esplosione di armonia e melodia, facciamo sorridere l’universo con la nostra musica, mi fate sorridere il cuore.
Ed ora che è arrivato il fatidico giorno, ora che è arrivato il mio ultimo concerto con voi, mi rendo conto di quanto ho vissuto, di quanto mi avete lasciato e di quanta paura ho del mare aperto, ma tutti i marinai devono affrontare l’ignoto. Ciò che vi voglio lasciare è il ricordo di un’esperienza indimenticabile e si, tutti i sacrifici e i pianti ne sono valsi la pena.
Non avete idea di quanto sia bella la vista dall’orizzonte.

>>> Allegati due brani tratti dal CD registrato dall'orchestra

Allegati:
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