Senza mai usare la parola odio

Concittadinanza di parole e suoni con Liliana Segre

Presento qui un percorso didattico che ha avuto come origine l’idea di accogliere, seppur virtualmente, la senatrice Liliana Segre nella nostra scuola (I.C. BIELLA 2), aprendo le porte alla sua storia e alla sua testimonianza, per conferirle una sorta di “concittadinanza”: le sue parole fra i nostri suoni.
Tutto succede all’indomani della polemica nazionale in riferimento alla proposta di Liliana Segre di istituire una commissione contro l’odio, approvata in Senato il 30 ottobre 2019 con l’astensione di 98 esponenti del centrodestra, e a quella locale seguita al mancato conferimento della cittadinanza onoraria alla Senatrice, proposta dalla minoranza alla giunta comunale di Biella.
Io, come insegnante di musica di una scuola media della città, vengo sollecitato da un messaggio ricevuto da una mia ex collega, ormai in pensione da molti anni, la professoressa Mariuccia Macchetto, che mi invita a “fare qualcosa”, a non lasciar passare questi fatti senza dire, senza prendere posizione. Lo stimolo di Mariuccia mi tocca in profondità: mi colpisce che anche a distanza di molti anni la sua passione civile possa ancora abitare anche il pensiero rivolto alla scuola; del resto il suo ricordo mi è particolarmente caro: appena entrato nel mondo della scuola lei è stata una delle insegnanti da cui ho “imparato il mestiere”, come si usa dire, non tanto riferito alle tecniche didattiche (Mariuccia è stata una splendida insegnante di Lettere, non di Musica), quanto, appunto, quel modo di insegnare che lascia aperte porte e finestre, da cui possano entrare e uscire occasioni, stimoli, persone, pensieri, idee, pezzi di mondo.
Cerco un modo per rispondere all’invito di Mariuccia e penso subito che non è forse il caso, nel mio ruolo, di entrare nel merito specifico delle questioni locali e nazionali; penso invece che mi piacerebbe anzitutto far conoscere Liliana Segre a ragazzi e ragazze e magari riuscire ad inventare un piccolo gesto estetico, tramite il quale, metaforicamente, conferire noi, in quanto piccola comunità scolastica, la cittadinanza alla Senatrice, una cittadinanza, diciamo, “artistica”. Un gesto che sia politico ed estetico allo stesso tempo, in linea con l’esempio di Mariuccia e con il pensiero che da sempre cerco di “passare” in qualche modo alle mie classi, ovvero che la musica e le arti possano servire anche per parlare del mondo, per prendere posizione, che possano essere segni di impegno civile.
Ascoltiamo varie interviste della signora Segre in classe, cerchiamo insieme la strada per far sì che le sue parole possano in qualche modo “risuonare” all’interno della nostra scuola.

Il verbo “risuonare”, in questa prospettiva, si carica di vari sensi, iniziando da quello più letterale, per cui la voce della Senatrice possa essere registrata e riproposta tramite un file audio, magari montato ad hoc, scegliendo e “ricomponendo” le sue parole; ma anche in modo più metaforico: pensiamo ad una composizione in cui alcune sue frasi vengano riprese e rilanciate “dal vivo”, sia attraverso alcuni megafoni, oggetti simbolicamente atti ad amplificare parole che si intende far arrivare il più lontano possibile, sia con alcuni strumenti appositamente scelti: i tamburi riprodurranno il ritmo di alcune frasi parlate, altri strumenti forniranno una sorta di punteggiatura musicale fra un passaggio e l’altro: il tam tam viene percosso con una catena; il suono di bastoni rimanda visivamente alle sbarre di una prigione; il suono di una campana che invita a meditare.
Le parole di Liliana Segre sono state tratte da un’intervista realizzata dal giornalista Massimo Gramellini durante la trasmissione Le parole della settimana, del 2/11/2019.
Propongo nel pdf allegato la partitura/canovaccio realizzata durante il lavoro di composizione collettiva e il link al video che ho montato durante il percorso didattico, realizzato durante il mese di novembre scorso.

Il lavoro ha incontrato vari apprezzamenti, fra cui quello della stessa Senatrice Liliana Segre, quello di Massimo Gramellini e di molte altre persone, fra cui quella del Dirigente del Liceo Scientifico di Biella, Professor Donato Gentile, che ci ha proposto di presentare il lavoro dal vivo durante la Giornata della Memoria presso la sua scuola, così che la nostra “concittadinanza” potesse arrivare anche a tutti gli studenti e le studentesse del Liceo Scientifico.
Il 27 gennaio 2020, in occasione della Giornata della Memoria, con una classe della scuola eseguiremo la nostra composizione dal vivo, ovviamente ospitando virtualmente la voce di Liliana Segre nell’aula magna del Liceo Scientifico di Biella.
Chissà se questo è un lavoro di “educazione musicale”, chissà se si può immaginare una educazione musicale civile: io penso ovviamente di sì, anzi penso che sia urgente farlo; in ogni caso sono emozionato e contento di suonare oggi con i miei ragazzi e ragazze una musica difficile, lontana dai paesaggi dell’intrattenimento, ma con una consapevolezza forte che vedo brillare nei loro occhi.

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