Voglio realizzare i miei sogni

Progetto per il trentennale della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza 

In occasione del trentennale della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (20 novembre 2019) la Cooperativa l’Arca di Modica (Ragusa) ha promosso un progetto per un laboratorio attraverso l’uso di linguaggi espressivi e creativi. L’esperienza ha coinvolto una classe seconda a indirizzo musicale dell’Istituto Comprensivo Carlo Amore di Modica.
Oltre a sensibilizzare i ragazzi sul tema dei diritti, ma nello stesso tempo “far festa”, si è pensato di utilizzare un canale di comunicazione che accattivasse i ragazzi per portare poi la loro attenzione su una riflessione più “profonda”. L’ispirazione è venuta dall’intervento webinar di Enrico Strobino “Il suono segreto: inventare musica con le nuove tecnologie” del 23 ottobre 2019 (www.mondadorieducation.it). Da qui l’idea: usare la tecnologia (e in particolare il programma Audacity) per realizzare un audioclip e parlare di diritti.
La mia incompetenza in campo tecnologico mi spaventava (sono insegnante di pianoforte e musicoteraputa), ma non mi ha fatto indietreggiare nei miei propositi. Mi sentivo incompetente in materia, ma nello stesso tempo attratta da questo mondo ed ero sicura che potesse agganciare i ragazzi. Ogni volta che sento un adulto giudicare in maniera negativa i ragazzi per il loro essere sempre davanti ai cellulari, ai videogiochi, sento anche la distanza che c’è tra le parole e il significato, ma anche tra chi giudica e si sente non chiamato in causa, e chi viene giudicato. Così ho pensato che offrire ai ragazzi il mezzo tecnologico per usarlo in maniera costruttiva e creativa, ci potesse collegare a loro; ci aiutasse a porre le basi di un piano relazionale fondato su significati da condividere, da comunicare, da spiegare; permettesse di costruire quella fiducia che ci può essere anche tra modi di vedere diversi, persino apparentemente opposti.
Così ho chiesto aiuto. E ho trovato la collaborazione di un docente di tecnologie musicali, il collega Raffaele Petralia. Anche con lui inizialmente abbiamo dovuto imparare a conoscerci e questa ha rappresentato per me una doppia sfida.
Avevamo a disposizione solo tre ore, un “contenitore” di tempo piccolo per mettere dentro tutti gli ingredienti necessari alla realizzazione del progetto. Il laboratorio, tenuto nell’aula della classe, si è articolato in varie fasi.

Presentazione e premessa

Presentazione degli operatori e della Cooperativa l’Arca. Da qui un confronto su cosa significa cooperare, avere visioni e obiettivi comuni. Quindi il discorso prosegue con il motivo per cui eravamo lì: la Giornata dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Breve introduzione sul laboratorio, sull’uso di microfoni e registratori, e dei programmi Audacity e Garage Band.

Gioco

Dopo le parole (poche ma necessarie) passiamo a giocare per far breccia nel “cuore” dei ragazzi.
Usiamo il classico gioco di “Tutti quelli che…” rimodulato con l’aggiunta di “Tutti quelli a cui piace…” per muoverci nella rincorsa alla conquista della sedia.
Sono presenti due docenti di sostegno e le docenti d’italiano e di matematica: da subito sembrano guardare i ragazzi con occhi diversi. I ragazzi partecipano tutti, la competizione e la rincorsa li entusiasma, ma non c’è confusione, nonostante la classe sia stata stravolta con i banchi alle pareti per far sì che ci fosse abbastanza spazio per creare il cerchio.
Su un post-it ognuno di loro scrive: “Come mi chiamo e cosa mi piace fare”.

Visione di un video sui Diritti, di grafici e mappe che riportavano la situazione attuale. Discussione sui diritti; brainstorming.

Confronto

Cosa possiamo fare nel nostro piccolo? Quali occasioni abbiamo per informarci e ragionare con la nostra testa su questi temi?
- Realizziamo insieme un cartellone su cui annotare: quali sensazioni / emozioni / riflessioni ci ha suscitato il video? Possiamo scegliere una frase, una parola che ci sembra incisiva, significativa.
- Presentazione e sperimentazione di alcuni piccoli strumenti musicali (triangoli, guiro, maracas africane, arpeggi, ecc.). Mentre sperimentano i vari suoni con i ragazzi riflettiamo su come ogni suono dia sensazioni diverse e così soggettivamente esprimiamo quali strumenti permettano suoni che stridono, gridano, che possono infastidire e altri che diano sensazioni che accarezzano, accolgono, “aprono” e ritroviamo delle opinioni comuni. I ragazzi sono sorpresi dal fatto che gli strumenti più belli anche esteticamente oltre che a livello sonoro siano proprio quelli provenienti dai paesi più poveri e realizzati con materiali semplici e naturali…
- Così abbiamo iniziato a raccogliere materiale per il nostro progetto: abbiamo delle frasi, delle parole, dei suoni e vengono fuori anche idee su effetti sonori che si possono realizzare con oggetti di uso comune (bottigliette di plastica, pennarelli, libri, ecc.). Riflettiamo anche su come possiamo utilizzare la nostra voce che verrà raccolta dal registratore e diventerà anch’essa materiale da utilizzare per l’audioclip. La mia sensazione è che il microfono e il registratore abbiano avuto un ruolo molto importante per incuriosire i ragazzi e motivarli alla operatività. Ognuno di loro ha lasciato la propria traccia vocale, ognuno a modo suo, scegliendo di urlare piuttosto che parlare piano, cantare, ecc. La primissima richiesta era di riascoltare la propria voce perché difficilmente se la riconoscevano. Solo una di loro si era inizialmente rifiutata di usare la voce, ma si è poi convinta scegliendo di soffiare sul microfono per poi “manipolare” al pc questo soffio rendendolo ancora più creativo. E credo sia stato importante per lei scoprire che il suo soffio era utile e aveva una funzione ben precisa nell’audioclip.
- Adesso si trattava di creare il progetto dell’audioclip, ipotizzando una struttura, selezionando il materiale, concordando insieme il da farsi. Avevamo poco tempo così era importante scegliere un percorso semplice. L’idea che è venuta fuori è stata quella di iniziare da un caos iniziale rappresentato da alcuni strumenti e che rappresentasse l’introduzione a ciò che non va, cioè l’aspetto negativo, i diritti negati. Da qui la scelta di alcune frasi che dessero questa idea, associate ai suoni scelti come più “duri”. Quindi il battito cardiaco segno di rinascita e la scelta di cambiare atmosfera con suoni più aperti e accoglienti. Abbiamo scelto di inserire tutte le tracce vocali per esprimere la frase “Voglio realizzare i miei sogni” per trasmettere l’idea di un messaggio universale e al tempo stesso da declinare ognuno con la propria soggettività: il soffio chiude questa “carrellata” di voci. Continua il ritmo ostinato di “We will rock you” dei Queen: scelto sempre per partire dai ragazzi, perché è un ritmo che amano fare in ogni momento di pausa e abbiamo pensato che utilizzarlo era un altro modo per riconoscerli nelle loro scelte, passioni e nello stesso tempo sfruttare il grande potere evocativo che questo ritmo porta con sé. Abbiamo scelto di modificare un po’ la frase (Voglio inseguire i miei sogni) per adattarla meglio ritmicamente. Il poco tempo a disposizione non ci ha permesso di curare alcuni dettagli, ma i ragazzi sono stati comunque soddisfatti, consapevoli che è stato importante curare la qualità del percorso seppur a scapito di qualche piccola imperfezione riguardo il prodotto finale. Infine la scelta di utilizzare i loro strumenti musicali per valorizzare le loro competenze di musicisti (clarinetto, flauto traverso, pianoforte e chitarra), seppur in una modalità comunque improvvisata. Ultima la fase del montaggio in cui preziosissima è stata la competenza dell’esperto!
Con più tempo a disposizione sarebbe stato interessantissimo far partecipare i ragazzi a questa fase, cosa che purtroppo non è stato possibile fare.
Quello che più mi ha colpito in questo utilizzo di risorse tecnologiche è la capacità di trasformazione creativa che esse permettono. Risvegliano una grande voglia di sperimentare, di fare, di creare e di trasformare: anche una cosa che sembra brutta, banale, lontana da noi può diventare significativa, più bella, più complessa. E questo permette di attirare l’attenzione, di focalizzare l’ascolto, creare motivazione e lavorare anche su temi importanti.

>>> in allegato il clip audio
       

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