Sette piccoli cappelli a punta sul davanzale della finestra

Quando una canzone diventa un tormentone della quarantena

5 marzo 2020. Tutte le scuole chiuse. Di ogni ordine e grado. Tutte proprie tutte, anche la nostra piccola scuola di musica situata nell’aperta campagna di Montespertoli (Fi) nei pressi del castello di Montegufoni. È una piccola realtà quella dell’Accademia Musicale “Amedeo Bassi”, ma viva e vivace. C’è una Filarmonica, una Corale e un’Orchestra da camera dove suonano insegnanti, allievi e appassionati di musica. Si impartiscono lezioni di strumento e di teoria e da quest’anno è attivo un corso di Giocomusica, un piccolo gruppo, 5 bambini di 3\4 anni. L’atmosfera è piacevole, i bambini frequentano con entusiasmo aspettando con curiosità la lezione successiva, ci sono in cantiere tanti progetti e molte attività ancora da svolgere.

5 marzo 2020. Mi mancano tantissimo i miei piccoli allievi, mi mancano i loro sorrisi, i loro occhi curiosi, i loro abbracci, la musica che facciamo insieme. Cosa possiamo fare adesso? Un girotondo!!! Direi subito… No, siamo troppo distanti… Allora suoniamo insieme? No, non sono ancora così esperta (lo diventerò nei mesi seguenti) di portali e videochiamate, e poi i bambini sono piccoli. Proprio quando penso che rischio di non avere contatti con loro per mesi, inizio inconsciamente a canticchiare un semplice motivo, una reminiscenza da un seminario tenuto da Maria Grazia Bellia a Pontedera nell’ambito del convegno “Mani operose e Teste pensanti” di qualche anno fa.

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