Concerto in verticale

Esperienze

Un incontro di pianisti preparati (competenti)

La riforma degli studi musicali, con la loro conseguente e piuttosto recente verticalizzazione dalle scuole medie all’università (conservatorio) passando per il liceo, è argomento che appassiona e incrementa sempre nuove proposte didattiche e sperimentazioni. 

Infatti, dopo lunghi anni di fermento, si è superata una sorta di sclerotizzazione, causata soprattutto dalla rigidità di vecchi programmi, che aveva finito con il confinare il sistema dell’apprendimento musicale istituzionale entro schemi ormai desueti e non più funzionali all’accelerazione del progresso. È ovunque noto che tra gli addetti ai lavori l’annoso processo di ridefinizione dell’assetto dell’istruzione musicale ha generato magmatiche discussioni epistemologiche, pedagogiche, didattiche, finanche psicologiche e giuridiche, affinché si giungesse a quelle legislative che ne sancissero la facies in tutti i dettagli attuativi.

Anche dopo anni, tale processo, mai interrotto e, anzi, in incessante fluire sul piano della riflessione, continua a suscitare discussioni fautori delle diverse e più disparate dottrine teoriche e sostenitori di metodologie e prassi in uso, poiché finalmente il campo si è aperto, dando ai docenti l’agio di poter costruire percorsi didattici orientati in ogni direzione, senza nulla togliere alla necessità di salvaguardare le basi del nostro patrimonio artistico e culturale per traghettarlo verso il futuro.  

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