Favole ed educazione musicale: ascolto e immaginazione

La Principessa di Mezzofiore è la prima favola che ho scritto, completamente sincronizzata sulla musica di Picture at an Exhibition di Mussorgskij; nasce dall’idea di proporre uno spettacolo per bambini – giovani spettatori della rassegna musicale Tam Tam, al teatro Barrios di Milano – per avvicinarli alla musica. L’obiettivo è tenerli in ascolto di brani musicali impegnativi, utilizzando una favola come chiave di lettura della musica stessa: sincronizzate sulla musica, le parole descrivono i personaggi e le loro azioni.
È una scommessa che mi dà la possibilità di costruire una trama completa, usufruendo di una libertà ridotta, introducendo svolte, azioni, personaggi ed emozioni suggeriti dalla musica e non solo dalla fantasia. I quadri di Mussorgskij rappresentano già una galleria di ritratti: hanno titoli chiari e possono sembrare personaggi, adatti ad essere cuciti insieme in una fiaba. Io accetto la sfida con l’intento opposto: ignorare i titoli e quanto già scritto sui quadri, per scriver qualcosa di completamente nuovo e diverso. Voglio dimostrare come in ogni testo musicale si possano celare 100 e più storie e 1000 personaggi diversi; grazie al ricchissimo potere dell’immaginazione dallo stesso brano posso emerge trame completamente differenti. Questo è il messaggio che vorrei lasciare ai bambini che hanno assistito allo spettacolo.
Con l’idea di privilegiare l’ascolto, dandogli tutto lo spazio possibile, rispetto alla vista, in questo spettacolo non ci saranno oggetti o luci colorate; niente costumi, scene o scenografie, nessun effetto visivo né immagini proiettate: solo musica e parole per “agganciare” in modo efficace l’attenzione dei piccoli ascoltatori. Sul palco del Barrios troneggia il grande pianoforte a coda nero, suonato da Sandra Conte, e la mia figura mobile, che gira e che “racconta”. La sfida più difficile è quella di non perdere l’attenzione dei giovani spettatori durante i 50 minuti di esecuzione pianistica, senza interruzioni; e l’esperimento riesce.
Quando la musica inizia, entro in scena e – indicando un punto accanto a me – fingo di voler presentare qualcuno.
“La vedete?” Chiedo ai bambini. Loro con grande onestà segnalano che non c’è nulla.
“Ma come??” Chiedo incredula. “Tutti i bambini VERI che conosco riescono a vederla. Come mai voi non la vedete?” All’unisono giurano di vederla, come se ne andasse della loro identità.
“È la musica,” aggiungo allora. “Si vede con la mente. Se adesso chiudete gli occhi, la vedete lo stesso; anzi forse la vedete meglio.. La musica, il suono che entra nelle orecchie, vi fa vedere – con gli occhi dell’immaginazione – la favola che è nascosta in questa storia. Adesso volete che ve la presenti?”
Lo spettacolo inizia così e i bambini seguono attenti 50 minuti di musica e di racconto che procede in sincrono sulle note. Dai 4 agli 11 anni, non perdono una battuta e – opportunamente interpellati – non solo riconoscono l’ingresso dei diversi personaggi che la Musica sospinge in scena, ma entrano tanto bene nella trama che spesso capiscono e anticipano le svolte della storia.
Prima di chiudere, li invito a ripetere l’esperimento anche a casa: la prossima volta che ascolteranno un brano musicale da soli, dovranno saper trovare i personaggi nascosti tra le note. È un gioco e prima di andare via, lo facciamo in teatro. Dalle suggestioni musicali del pianoforte di Sandra, i bambini fanno uscire personaggi fantastici, ma anche piante, fiori, oggetti… La musica spinge lontano l’immaginazione.
L’anno dopo ripetiamo l’esperimento: “Grismoldo, bambino Volante” si alza in cielo sulle note dei preludi di Debussy. I bambini seguono le istruzioni ed entrano nella storia, accompagnando le azioni dei personaggi e sostenendoli dal loro posto; e quello dopo ancora scrivo sui pezzi lirici di Grieg “C’era una volta una cucina…”
Iniziato quasi per gioco, il progetto favole e musica è ormai al quarto anno consecutivo, entrando a buon diritto tra gli spettacoli fissi della rassegna musicale per bambini TAM TAM. Per me rappresenta una sfida dell’immaginazione perché obbliga la trama a seguire un disegno precedente, che poco si cura di una struttura narrativa classica. Per i bambini rappresenta invece una chiave di lettura della musica e una ricerca della narrazione all’interno del testo musicale. Il risultato inatteso è l’apprendimento della trama che i bambini memorizzano facilmente, come testimoniano i genitori: molti di loro sono in grado di raccontarla per filo e per segno, a chi è rimasto a casa. Sembra che l’ascolto della trama, sostenuto dalla struttura musicale, sia più aperto e pieno, facilitando la comprensione e lasciando impressa nella memoria del bambino la favola ricca di tanti dettagli aggiunti dalla sua immaginazione.

Informazioni sull’Autrice, sulle sue pubblicazioni e le diverse attività: http://www.dillocon1fiaba.it/
I video degli spettacoli su youtube: http://www.youtube.com/user/dillocon1fiaba?feature=watch
Qui la prima parte di Grismondo, bambino volante




Stampa   Email