Insegnare uno strumento a un giovane con handicap

«La musica come esperienza vissuta attrae subito perché mette in primo piano il partecipare, lo motiva, lo fa sentire importante, lo invita al coinvolgimento dei suoi sensi, delle sue capacità, delle sue emozioni (…). Nella scuola nessuno sembra essere più attento all’espressione vocale dei bambini o degli stessi insegnanti. Nella relazione umana, invece, i toni della voce, le sue inflessioni, i suoi colori, i suoi accenti sono di primaria importanza per capire gli altri e per far capire agli altri noi stessi» (Spaccazocchi M., Musica umana esperienza, Edizioni QuattroVenti, Urbino 2000).
Partendo da questo pensiero, si può aggiungere che la musica, sia essa intesa in senso passivo, come ascolto, o attivo, come il “fare musica” agisce indipendentemente dal quoziente intellettivo, è uno stimolo che facilita la comunicazione e il contatto, contribuisce all’integrazione della persona con problemi, accresce la sua autostima e la motiva a migliorare.
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