1000 dischi per un secolo

Potrei ascoltare Enrico Merlin per ore.
Non solo perché racconta in modo piacevole e accattivante le evoluzioni della musica del ‘900 attraverso mutamenti di timbro, dinamica, espressività, melodia, armonia e ritmo, ma anche perché porta l’ascoltatore a capire, attraverso esempi musicali concreti, quel settimo parametro che si genera dall'interazione delle parti soprattutto quando c’è di mezzo l’improvvisazione, ossia l'interplay.
E affabula l’ascoltatore spaziando sorprendentemente dalla Sacre du Printemps di Stravinskij alle registrazioni di Blind Willie Johnson, dai Preludes di Debussy a Revolver dei Beatles o a Bitches Brew di Miles Davis, descrivendone l’alto coefficiente innovativo in almeno uno di questi parametri.
Attraverso Mille dischi per un secolo. 1900 – 2000, pubblicato da Il Saggiatore, Merlin rende disponibile a chiunque la sua profonda conoscenza della musica ed evidenzia l'importanza dell’evoluzione della tecnologia, che in questo secolo ha determinato gran parte dell'evoluzione della musica. Strumenti e tecniche di registrazione, impensabili anni fa, hanno permesso sviluppi creativi inimmaginabili.
Il libro offre all’appassionato di musica e all’insegnante uno sguardo storico interessante e un nuovo punto di vista: l’importanza della produzione discografica, che ha permesso l'affermarsi della musica di matrice popolare. Nei secoli passati ciò che arrivava alle partiture, e quindi alla diffusione fuori dagli spazi concertistici, era quasi sempre solo il frutto della creatività dei compositori accademici.

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>>> info: http://www.enricomerlin.org/

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