L'Orchestra dei Braccianti

Una nuova orchestra multietnica

E’ nata recentemente in Puglia, per iniziativa dell’ONLUS Terra!, l’Orchestra dei braccianti, composta attualmente da diciotto musicisti di nove diversi paesi, tra cui anche alcuni italiani. All’orchestra collaborano sia giovani che erano musicisti nel loro paese d’origine, sia altri alla loro prima esperienza musicale su un palco. Tutti i giovani stranieri sono accomunati dal lavorare nelle campagne delle Puglie. Questa iniziativa ha anche un significato profondamente educativo, poiché abituarsi a condividere spazi musicali abitua a considerare le diverse culture su un piano paritario e ad accettarne come normale la loro dialettica e le loro mescolanze. L’incontro tra culture musicali, sempre avvenuto nella storia della musica, ci porta a considerare come non esistano culture musicali “pure”, in un momento in cui al contrario c’è chi tende a creare discontinuità laddove al contrario esiste piuttosto la continuità. 

Abbiamo rivolto alcune domande a Giulia A. Bari che fa parte dell’ONLUS Terra! e che partecipa all’iniziativa dell’Orchestra.

Prima di tutto vuoi dirci qualcosa sulla tua ONLUS, quali sono i suoi obiettivi e le sue attività principali?

Terra! è una associazione ambientalista impegnata dal 2008 a livello locale, nazionale e internazionale in progetti e campagne sui temi dell'ambiente e dell'agricoltura ecologica. In questi anni abbiamo promosso ricerche e campagne sui temi dell’agricoltura e delle filiere alimentari per denunciare le cause dello sfruttamento del lavoro nei campi e l’insostenibilità di un’industria che troppo spesso produce povertà, segregazione e diseguaglianza. Con l’Orchestra dei braccianti vogliamo dare voce a chi subisce gli impatti sociali di un sistema iniquo, a chi vive nei ghetti, a chi si batte per i diritti dei lavoratori della terra. 

Com’è nata l’idea dell’Orchestra dei Braccianti? Chi la compone? Com’è la collaborazione tra i musicisti italiani e quelli stranieri?

L’idea nasce dopo molti anni passati nei ghetti, negli insediamenti informali in Calabria, Puglia e Basilicata, dove i lavoratori stranieri vivono tra baracche e spazzatura. Nasce dall’incontro e dall’impegno di alcuni musicisti che in questi luoghi hanno portato la loro musica: Sandro Joyeux, Alessandro Nosenzo (direttore artistico dell’Orchestra), Sergio Dileo, Marzouk Merji, Charles Ferris. Qui e nelle campagne del foggiano abbiamo cercato e trovato altri musicisti: Adam e Mbaya, del Gambia, che scrivono canzoni rap, Poppi, musicista indiano che lavora in un’azienda agricola, e molti altri.

Quale repertorio musicale propone l’Orchestra dei Braccianti?

L’Orchestra è nata pochi mesi fa, nel giugno 2018. Ad oggi proponiamo brani della tradizione popolare legati ai temi dell’agricoltura, del lavoro uniti a brani originali scritti dai musicisti. Dai vecchi canti bracciantili al nuovo sound delle campagne italiane, che parla lingue lontane ma racconta un sentire vicino: l’amore, la lontananza, la mancanza della famiglia.

L’Orchestra ha tenuto il suo primo concerto a Cerignola, nell’anniversario della morte di Luigi Di Vittorio, un fatto simbolico importante. Avete con questo voluto stabilire un legame ideale tra i braccianti italiani che negli anni 50 dovevano emigrare all’estero e i lavoratori stranieri oggi in Italia? Avete già fissato altre date? Come si può continuare a restare in contatto con l’Orchestra?

L’Orchestra continuerà il suo percorso di studio e di preparazione ma ci stiamo già muovendo su altri palchi. Per tenersi informati sulle prossime date, è possibile consultare la pagina Facebook o il sito web di Terra! Cercheremo in estate di venire anche verso nord per raccontare cosa sta succedendo in quelle campagne che soffrono problematiche in realtà non troppo lontane da quelle del meridione d’Italia.

La nostra è una rivista che si occupa soprattutto di educazione e di animazione musicale. Pensi che il vostro progetto possa definirsi di animazione musicale? Come può essere di stimolo, eventualmente, per le realtà formative, nell’avviare dei progetti interculturali?

Se dovessi dare un’altra definizione all’Orchestra, direi che è una Campagna in musica contro lo sfruttamento in agricoltura volta all’integrazione di musicisti, braccianti, contadini di diverse nazionalità per ricostruire quei legami di solidarietà tra lavoratori che sembrano essere stati smantellati.

 

 

 

 


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