In un granello di sabbia

Intervista a Enrico Strobino

Mario

Pensiamo che per i lettori di Musicheria non sia necessario una presentazione di Enrico Strobino. I suoi scritti, i materiali, i progetti che fin dal 1999 Enrico ha prodotto per Musicheria e quelli che ha pubblicato in vari libri documentano la sua creatività, la sua passione pedagogica, la sua volontà di ricerca di sempre nuovi itinerari per rendere l'educazione musicale qualcosa di bello e attraente.
Questa volta però Enrico ci ha sorpreso con un disco: In un granello di sabbia. Sono 16 canzoni che Enrico ha realizzato tutto da solo, una produzione "domestica" che ha coinvolto tutta la famiglia. Ho chiesto a Enrico quali sono stati le motivazioni di questa scelta "tecnica" e "famigliare".

Enrico

In verità il disco segue un libro-disco già uscito qualche mese fa con lo stesso titolo. Il CD contiene due canzoni in più ma ovviamente non le basi strumentali che invece sono presenti, insieme ad alcune indicazioni per l’utilizzo didattico, nella prima pubblicazione. Nella mia testa però il lavoro è nato con la voglia di “fare un disco”, e basta. Devo ringraziare intanto la Progetti Sonori, editrice che ha pubblicato molti miei progetti, per aver accettato l’idea insolita di far uscire uno stesso prodotto in due versioni diverse, trovando quindi un compromesso fra le mie voglie e le sacrosante esigenze di un editore “didattico”.
Ho sempre scritto canzoni per bambini ma ultimamente il piacere di poter cantare e suonare insieme a mia figlia Emma, registrando nel rudimentale studio di casa nostra, mi ha fatto pensare che sarebbe stato bello pensare a un disco “a conduzione famigliare”, dove tutti fossimo coinvolti: io, mia figlia Anna, Emma e Benedetta, mia moglie. Quindi sono canzoni nate prima di tutto per noi, per stare insieme e per “fermare” queste nostre voci su quel vecchio supporto fisico che è il CD, che nessuno ormai usa più ma a cui io resto affezionato. Se avessi potuto avrei fatto un disco in vinile.

Mario

In passato hai composto numerose canzoni, con un occhio e un orecchio particolare in vista anche della loro utilizzazione didattica. Questa nuove canzoni sembrano nascere più da una tua esigenza espressiva, sia nei testi che nella musica. É vero?

Enrico

Come ho detto non sono canzoni nate primariamente con funzioni didattiche. Credo che questo derivi oltre che da quanto ho raccontato prima anche da un mio progressivo spostamento verso un pensiero pedagogico meno legato a fattori contingenti, tecnici o grammaticali, inseguendo forse, in generale, strade più poetiche. Questo a livello dei testi; per quanto riguarda la musica ho cercato di mantenere un certo calore pur lavorando molto con l’elettronica. Ho cercato di curare molto ogni singolo suono, naturalmente per quanto possibile in uno studio casalingo con poche pretese e possibilità e, naturalmente, tenendo conto del fatto che io non sono certo un produttore. Ci sono poi i fatti contingenti: strumenti che compri, suoni che trovi, insomma piccole idee e trovate artigianali che finiscono per entrare da una parte o dall’altra o che magari sono proprio la scintilla all’origine di un brano. E poi mi sto avvicinando all’età della pensione e forse comincio a pensare che dovrò trovare qualcosa da fare “oltre” la scuola.

Mario 

Il tuo disco ha come sottotitolo "Canzoni bambine". Perché ?

Enrico

Come sai bene la riflessione su cosa significhi pensare a canzoni o, più in generale, ad una “musica per bambini” mi e ci accompagna da tanto tempo. Continuo a pensare che sia bello progettare musiche che nascono per un pubblico infantile, che serva a stimolare un certo tipo di pensiero, con scelte allo stesso tempo semplici ma non banali, sia per quanto riguarda i testi che le musiche. Normalmente sono le canzoni dei grandi che “scendono” e vengono “catturate” dai bambini; penso che sarebbe bello avvenisse anche il contrario: che oggetti culturali dedicati al mondo di bambini e bambine potessero sconfinare e raggiungere, con piacere, anche quello dei grandi.

Mario

Facciamo un regalo ai lettori di Musicheria allegando una canzone del disco. Quale scegli?

Enrico

Nel cd c’è una canzone che avevo perduto dopo averla composta molti anni fa, ispirato dalla lettura di una AMACA di Michele Serra. Il titolo dell’articolo di Serra era “Lontano”, che ho mantenuto per la mia canzone. Dopo vari cambi di computer, hard disk e quant’altro non ne era rimasta traccia e tanto meno io ero in grado, a memoria, di ricostruirla. Per fortuna sono circondato da amici molto più ordinati di me, che sanno mantenere e proteggere anche le più piccole cose. Uno di questi è Gian Maria Mello Rella, che senza alcuna fatica, a colpo sicuro, ha ritrovato lo spartito di quella canzone che avevamo cantato spesso insieme. Il testo mi piace ancora molto, soprattutto grazie all’ispirazione di Michele Serra, e contiene un richiamo che, ahimè, è sempre più attuale. L’ho ricantata con piacere, registrandola per la prima volta. Penso che vada bene per i bambini e le bambine, e anche per i grandi. La si può ascoltare su SPOTIFY, insieme a tutto il disco. Ti allego la partitura. Grazie Mario.

 

 

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