Un nuovo comitato per l'educazione musicale?

Dall'Associazione Mozart Italia abbiamo ricevuto via mail il testo integrale dell'intervista che pubblichiamo unitamente a due lettere inviate al Corriere della sera da Maurizio Disoteo, del CSMDB, e da Maurizio Sciuto, presidente della SIEM, lettere che il giornale non ha pubblicato.

INTERVISTA di Franco Manzoni al M° Aldo Bernardi (>>> file pdf)

LETTERA di Maurizio Disoteo
Ho letto con interesse l'intervista di Franco Manzoni al prof. Aldo Bernardi, sul Corriere del 17 agosto. Il fatto che un collega voglia unirsi a quanti da anni si impegnano per un miglioramento della situazione dell'educazione musicale non può che essere positivo. Spero quindi che il Prof. Bernardi e il suo comitato si uniscano presto al Forum nazionale per l'educazione musicale promosso dalla Società Italiana per l'Educazione Musicale.
A tale Forum, costituitosi nel 2008, aderiscono attualmente ventidue associazioni e istituzioni pedagogico-musicali che operano da anni per una migliore qualità dell’educazione musicale nei vari ordini di scuola (http://forumasmus.blogspot.it/p/chi-siamo.html). Il Forum recentemente ha lanciato un appello rivolto al Ministro Prof. Maria Grazia Carrozza sottoscritto da più di 11.200 cittadini di diversa estrazione al fine di ottenere l’inserimento in organico del docente di musica anche nella scuola primaria e dell’insegnamento della musica in tutte le scuole superiori (www.faremusicatutti.it).
Non si può comunque non segnalare che, pur in presenza di evidenti carenze, esistono nelle scuole buone pratiche di educazione musicale, documentate sia nella stampa specialistica come Musica Domani, sia sul web, come la rivista on line www.musicheria.net. Tali esperienze costituiscono un punto di partenza imprescindibile per qualsiasi discussione sullo sviluppo dell’educazione musicale.
Maurizio Domenico Disoteo
Centro Studi Musicali e Sociali "Maurizio Di Benedetto" - Lecco


LETTERA di Maurizio Sciuto
Gentile Dott. Franco Manzoni ,
scrivo in merito alla Sua intervista al M° Aldo Bernardi pubblicata sul Corriere della Sera del 17 agosto u.s.
Conosco e stimo umanamente e professionalmente il Prof. Bernardi e condivido tutte le affermazioni da egli espresse nell’intervista circa la necessità di estendere l’Educazione Musicale a tutti gli ordini ed indirizzi scolastici. In particolare condivido la rivendicazione di spazi per la Musica nella scuola “di tutti” nonostante l’attuale esistenza di indirizzi specifici sia nella secondaria di primo grado (Scuole Medie ad Indirizzo Musicale) che in quella di secondo grado (Licei Musicali). Comprendo la necessità di provocare, anche a proprio modo, un’urgente riflessione sul tema. Mi sento però obbligato ad osservare che il M° Bernardi avrebbe dovuto, per onestà intellettuale, ricordare che la stessa istanza è da tempo oggetto di sforzi - anche verso le istituzioni governative e parlamentari - da parte della Società Italiana per l’Educazione Musicale in sinergia con le molte associazioni che compongono il Forum Nazionale per l’Educazione Musicale. In particolare la SIEM (che ho l’onore di presiedere) ha, in più di quarant’anni, portato l’Educazione Musicale ad una presenza continuamente in crescita fino (nonostante l’istituzione dei Licei Musicali) alla deprecabile cancellazione, da parte del ex Ministro Gelmini, di questa materia dagli altri indirizzi della Scuola Secondaria di II grado, ove era presente.
Ritengo doveroso sottolineare il lavoro quotidiano, su questo fronte, mio e di molte personalità della didattica musicale non perché si debba “guardare il dito che punta alla luna anziché alla luna stessa”, ma perché il citato “Forum” (di cui la SIEM è componente) ha recentemente promosso - attraverso varie iniziative sul territorio nazionale - un appello firmato da circa 11.200 persone (tra queste molte personalità del mondo della cultura e dello spettacolo) di imminente consegna al Ministro Carrozza. La SIEM, inoltre, ha realizzato una proposta specifica - sostenuta dal “Forum”- per l’istituzione dell’Educazione Musicale nelle Scuole superiori a pari dignità con Storia dell’Arte.
Altra impellenza da far rilevare rispetto a quanto già affermato da Bernardi: accanto alla criticità culturale derivante dalla grave amputazione operata dalla riforma Gelmini vi è la drammatica situazione vissuta dai docenti precari che hanno insegnato Musica proprio nella Scuola Superiore (classe di concorso A031) e che adesso sono i “pària” dei precari della scuola avendo di fatto perso anche la speranza di continuare ad insegnare (alle medie infatti essi sono scesi lungo vari anni ai livelli più bassi delle graduatorie ad esaurimento e nei licei musicali trovano crescenti restrizioni al riconoscimento dei requisiti raggiunti in tanti anni di servizio alla Musica ed al Paese).
Mi auguro di cuore che il Comitato per la riproposizione della Musica nella scuola di base in fase di formazione a cura del M° Bernardi possa - con la forza dei suoi 3000 aderenti – conseguire la sua meta in sinergia con tutti coloro (singoli ed associazioni) che con impegno e trepidazione coltivano l’istanza di una “Musica per tutti” nel Paese della Musica alla stregua di altre civiltà a noi prossime o remote.
Maurizio Sciuto
Presidente della Società Italiana per l’Educazione Musicale
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