Intervista alla senatrice Elena Ferrara

Musicheria: Il momento politico e socio-economico non è dei più facili. Qual'è il tuo punto di vista, da senatrice, sulle prospettive di un rilancio e di un sostegno alla diffusione della cultura musicale?

Elena Ferrara: Attribuire l'eufemismo “non dei più facili” all'attuale momento politico e socio-economico è molto generoso: la realtà in cui vivo l'esperienza da neo-parlamentare è, come tutti vediamo, molto complessa. In questi venti anni di attività amministrativa a livello comunale e nella più recente esperienza di dirigente del Partito Democratico a livello provinciale (ndr.: Novara) ho sempre affrontato con forte motivazione i miei incarichi, spesso traendo proprio dalla complessità della situazione lo stimolo per investire le migliori energie.
Sono convinta che l'impegno, la coerenza, la serietà, la capacità di mettersi in ascolto dei bisogni delle persone siano ingredienti fondamentali per fare bene il proprio lavoro in politica come, d'altra parte, nel campo educativo da cui provengo.
L'esperienza nella SIEM e nel volontariato in generale è stata per me una grande opportunità di crescita e sicuramente mi ha insegnato a utilizzare al meglio le risorse collettive. Da un lato una grande elaborazione di idee e progetti dall'altro il dover fare i conti con la ristrettezza economica. Questa condizione caratterizza il volontariato associativo a prescindere dalle contingenze. Nel volontariato, nella scuola come in amministrazione, ho sempre cercato di individuare ciò che risulta inderogabile o maggiormente interessante/innovativo, definendo le priorità.
Sono convinta che il settore della diffusione della cultura musicale in Italia debba essere considerato una priorità: le risorse si debbono trovare, almeno per le urgenze. Il rischio è che l'Italia si attesti definitivamente in Europa come il Paese dell'analfabetismo musicale. Ritengo che la realizzazione di un curriculum coerente di acculturazione musicale nella scuola, a partire dalla prima infanzia fino alla secondaria superiore, sia ineludibile per la formazione della futura classe dirigente.
Una maggiore competenza musicale attraverso l'ampliamento della formazione scolastica, ma anche attraverso la valorizzazione del ricco e importante settore delle scuole di musica e del terziario impegnato nel settore, sarà in grado di alimentare la domanda e offrire maggiori sbocchi occupazionali ai tanti professionisti della musica. La musica dal vivo, compreso lo spettacolo di strada, deve sì essere sostenuta da legislazioni e finanziamenti pubblici, ma deve comunque e soprattutto trovare pieno diritto di cittadinanza in un mondo che guarda alla cultura con rinnovato interesse anche e proprio in termini di sviluppo e in aiuto alla ripresa economica.
Vedo nelle azioni del Governo, pur nelle difficoltà che tutti conosciamo, un importante cambio di passo e una visione di prospettiva. Rilevo anche un raccordo tra le azioni dei due ministeri che, conoscendo le modalità monolitiche degli apparati, non è certo da sottovalutare. Naturalmente con i vincoli economici imposti dalla condizione economica generale non permettono di andare molto oltre alle proposte dei due decreti sui beni culturali e sulla scuola. Rimane lo spazio della discussione in aula per eventuali emendamenti migliorativi sui quali mi sento impegnata.

Musicheria: Come parlamentare, quali idee e proposte pensi di poter fare per il potenziamento dell'educazione musicale nelle scuole di ogni ordine e grado?

Elena Ferrara: Nell'ambito musicale i due problemi individuati come urgenti da parte dei Ministeri dell'Istruzione e della Cultura sono relativi al “salvataggio” degli istituti pareggiati (che non riescono ad avere più i necessari sostentamenti dagli Enti Locali e che hanno trovato risposta nel decreto-scuola emanato dal Governo) e le Fondazioni lirico-sinfoniche (la cui sostenibilità economica è, salvo eccezioni, mediamente o gravemente compromessa, a questa emergenza è dedicato un articolato del decreto-cultura del Ministro Bray).
Nel periodo in cui ho sostituito l'allora Ministra Josefa Idem in Commissione Cultura si è parlato di entrambe le criticità. In una situazione di maggior stabilità di Governo sarebbe più facile pensare a obiettivi a medio e lungo termine per poter andare oltre le soluzioni-tampone e/o di risanamento e mettendo in campo una riorganizzazione di entrambi i settori. Spero che anche in questo contesto ci sia la volontà politica e lo spazio temporale per farlo.
Ho avuto modo di interloquire con la Ministra Carrozza in sede di audizione generale relativa alla sua programmazione. Ho formulato la richiesta di individuare due percorsi curricolari (quello dell'acculturazione musicale di base e quello strumentale/accademico) come risposta al diritto alla musica, un diritto che oggi il nostro sistema d'istruzione pubblica disattende in larga parte. Condividendo le proposte contenute nella recente petizione “Fare Musica Tutti” (ndr: cfr. www.faremusicatutti.it) promossa dal mondo dell'educazione musicale e sostenuta da importanti personalità ho consegnato al Ministero il testo sollecitando l’interesse della Ministra.
Continuo a ritenere che gli educatori di asili nido, gli insegnanti della scuola dell'infanzia e della scuola materna abbiano un ruolo importante nell'attività musicale, ma condivido che sia necessario avvalersi di personale qualificato nella scuola primaria anche in funzione dello studio strumentale. E' importante dare maggiore diffusione delle SMIM, riprendere programmi relativi ai laboratori musicali, inserire la formazione musicale di base in tutti gli indirizzi di istruzione secondaria. In un momento di difficoltà economica come quello attuale, proporre la defiscalizzazione delle spese sostenute dalle famiglie per le attività di formazione musicale è una proposta da portare avanti. Rispetto agli istituti di Alta formazione certamente la riforma del 1999 deve essere portata alla sua piena attuazione. Maggiori devono essere le occasioni formative dei nostri studenti universitari e quindi un maggiore impulso ai progetti europei, borse di studio, tirocini (opportunità che la Ministra ha inteso implementare in modo consistente in termini diffusi e che dovranno riguardare anche il settore artistico). La nostra attenzione deve poi concentrarsi sulle reali opportunità occupazionali di questi studenti affrontando nel merito interventi che interconnettano il mondo dell’Università e della ricerca con le politiche culturali nazionali.
Credo sia e sia sempre stato opportuno il dibattito sui profili professionali di docenti a tutti i livelli di istruzione e una revisione delle classi di concorso. Il mondo della scuola in questi anni, a fronte dei tagli e della riforme si confronta con difficoltà con il problema del reclutamento e della gestione delle proprie risorse professionali. Il problema dei docenti di ruolo della classe di concorso 031, situazione che era già stata oggetto di un'interrogazione parlamentare presentato dall'on. Pes nella scorsa legislatura, non solo non si è sciolto, ma, avendo assunto aspetti di gravità, merita ulteriore attenzione.

Musicheria: In questi anni hai svolto anche ruoli politici e amministrativi, come consigliere e come sindaco. La musica, le tue esperienze musicali, ti hanno aiutato ad affrontare i tuoi compiti politici o non c'è nessun rapporto tra la vita politica e l'esperienza musicale?

Elena Ferrara: L'attività musicale per me è sostanzialmente una profonda esperienza di relazione con se stessi e con gli altri. La qualità dell'ascolto, l'esecuzione vanno affinate giorno dopo giorno. La musica è organizzazione, rispetto dei ruoli, creatività, ricerca... Potrei andare avanti, ma penso possa bastare per sostenere che l'esperienza musicale può essere un buon elemento di supporto all'attività politica soprattutto se non si suona soltanto per l'applauso finale!

www.elenaferrara.it
 
Questo l'intervento della Senatrice in occasione del dibattitto sul decreto Bray del 19 settembre: >>> QUI durante il quale è stato approvato un importante Ordine del Giorno che ha recepito diverse istanze promosse dal Forum nazionale per l'educazione musicale >>> QUI


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