La vita prima del denaro

Riflessioni sulla situazione attuale

Io ho davvero molti dubbi su una protesta che è giusta per un bisogno particolare, ma quando poi ci si immerge tutti in una fase mal gestita (non solo dalla politica) ma anche e soprattutto dalla incoscienza dei singoli che nei mesi scorsi hanno evitato di tutelare la loro a l'altrui vita e oggi corrono in piazza per gridare VOI CHIUDETE VOI PAGATE, e magari notiamo pure le facce di artisti famosi che si prodigano alla rivolta mentre nel passato stavano zitti quando riscuotevano le loro laute parcelle, mi sento un poco in imbarazzo: tutti siamo in barca, ma molte persone dei tanti settori e ambienti culturali hanno fatto di tutto per far sì che la barca iniziasse sempre più a riempirsi d'acqua. 
Oggi quelli in piazza gridano e chiedono ristoro economico, ma quanti di questi, mesi addietro, giravano senza mascherina, senza il rispetto delle distanze, senza rendersi conto che le casse da morto si riempivano sempre più... finché non toccava a loro andava bene... e ora? 

Non voglio fare il disfattista, ma diciamoci la verità... per esempio ieri l'altro ero a Palermo al Teatro Politeama per lavoro. Fuori un nutrito gruppo in rivolta gridava LIBERTA'!!!  e non si rendevano conto che erano così tanto liberi da tirare bombe carta contro la polizia, far esplodere petardi davanti ai negozi, di spaccare vetrine e vasi di fiori, di rovesciare cassonetti etc... e la maggioranza di queste persone erano nullafacenti anche prima del Covid che ora si accodavano al solo gusto di mettersi in mostra, di farsi notare... e mentre accadeva tutto questo fuori dal teatro, un percussionista era dietro il palco che accordava i suoi timpani con la mascherina, nel silenzio più assoluto. Mi sono avvicinato e mi son permesso di dirgli: Lei non dimostra contro la chiusura dei teatri? e Lui mi ha risposto: Prima dei miei ritmi ci sono i ritmi della vita da difendere.

Certamente non è facile generalizzare ma gridando VOI CHIUDETE VOI PAGATE rimane sempre il fatto che le morti sono state provocate da tutti noi, dal nostro menefreghismo, anche se io ho fatto di tutto per tutelarmi e tutelare la mia famiglia e i miei parenti, cosa che molti non hanno fatto e ora urlano il loro diritto di libertà e di ristoro economico.
Vi immaginate se tutte queste richieste di ristoro facessero cadere a pioggia i miliardi del Recovery Fund, che fine farebbe l'Italia?
Quando i negozianti, gli industriali, i liberi professionisti facevano le loro denunce dei redditi false, e quando le orchestre facevano sciopero per richiedere una paghetta ulteriore (al loro stipendio non certo di fame) solo perché non volevano fare le prove a una certa ora? Abbiamo dimenticato tutto questo e tant'altro?

Non so, sbaglierò, ma fra i molti che stanno pagando il Covid ci sono certamente i poveri disgraziati... ma quelli che davvero beneficeranno del Recovery, credo, non saranno i poveri, ma proprio quelli che negli anni hanno contribuito in varie modalità ai quei 200 e più miliardi di evasione fiscale... e molti di questi sono scesi in piazza. 
La dignità richiesta dal proverbio mal comune mezzo gaudio per molti non vale.  Di quel male c'è chi ne approfitta subito... per farne una rendita immeritata.
Mentre ancora l'attesa senza risposta spetta ai miseri e ai poveri in canna che non sanno nemmeno quali parole andare a gridare in piazza.  

Credo che il Covid a tutti noi abbia tolto qualche entrata economica, ma preferisco stare zitto e cercare di accettare il fatto che la vita viene prima del danaro, e che la mancanza di danaro, in questo momento, dovrebbe farci prendere coscienza che, forse, era davvero prima del Covid che stavamo sperperando l'esistenza in modo malsano. 


Stampa   Email