Bruciare la musica

Riceviamo da Gisella Belgeri, presidente del Cemat, e pubblichiamo il seguente appello:

Bruciare la musica! che brutta storia, che tristezza per tutti.
Il 5 novembre u.s. è avvenuto un fatto gravissimo a Reggio Calabria dove il Museo dello Strumento musicale, pazientemente costruito in anni di lavoro da un medico reggino, Demetrio Spagna , è stato bruciato per un incendio doloso.
L'ubicazione è in una stazione dismessa delle FFSS sulla via Marina di RC, dove viene pagato regolare affitto. Sul sito www.mustrumu.it potete farvene un'idea.
Sabato prossimo 16 novembre ci sarà una manifestazione 'in musica', da piazza Italia - sede del comune - al museo, cui sono invitati a partecipare musicisti, gruppi, uomini di cultura e dello spettacolo ma anche tutta la società civile. Non si può lasciarli soli.
Si chiede a gli enti decisori, in particolare a Regione e Provincia (il comune purtroppo è commissariato x mafia) di intervenire con vigore e convinzione al fine di stanziare un fondo straordinario destinato alla ristrutturazione, al recupero degli strumenti e delle pubblicazioni e alla loro valorizzazione. Già il volontariato è in azione per recuperare il recuperabile.
Si chiede di dare forza e sostegno, e lo si chiede a tutti coloro che hanno a cuore la cultura e le tradizioni italiane, e che si oppongono sgomenti a inconfessabili azioni di stupida criminalità. Aiutiamo a restaurare simbolicamente gli strumenti musicali recuperabili, e a raccoglierne altri, in tutto il mediterraneo.

DESCRIZIONE
Un patrimonio artistico ed etnomusicologico completamente distrutto: questo è il tetro bilancio dell’incendio che ha bruciato la struttura che ospitava il Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria, 200 metri quadri di spazio espositivo ricavato nell’edificio dismesso dell’ ex Stazione Lido della città calabrese, ubicata nella Pineta Zerbi a pochi metri dal lungomare cittadino.
Il Museo dello Strumento Musicale era nato nel 1996 per volere di un medico reggino, Demetrio Spagna, fondatore dell’Associazione che si occupava della gestione degli spazi espositivi oltre che della raccolta e catalogazione degli strumenti provenienti da tutto il mondo: la collezione del museo reggino era arrivata a raggiungere il considerevole numero di circa 800 esemplari di chitarre, bruciate questa notte, oltre a promuovere la ricerca e conservazione di strumenti popolari come i tipici tamburi della tarantella calabrese.
Distrutta completamente anche la biblioteca, dove erano raccolti libri antichi di un certo valore e anche una preziosa collezione di spartiti musicali in copia unica, e l’area degli uffici amministrativi: stando alle prime ricostruzioni effettuate dai carabinieri, si è salvata solo una piccola parte degli strumenti musicali, protetta da un vetro nella zona espositiva, ma è davvero molto poco per l’inestimabile patrimonio perso.
Nel Museo venivano spesso tenuti corsi di approfondimenti musicali e entomusicologici sugli strumenti catalogati ed era permesso, dietro richiesta, suonare a turno gli strumenti esposti per mantenerli in vita: era un luogo importante nella vita culturale di Reggio Calabria. Dopo il violento incendio l’intera struttura del Museo è stata dichiarata pericolante e transennata per non permettere alcun accesso in attesa degli ultimi rilievi.
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