Bianco e nero

Il saggio qui riportato è tratto dal volume "Suono appropriato. Imparando uno strumento", a cura di G. Stefani e M. Vitali, Cappelli, Bologna 1990.

Premessa dell'autore alla pubblicazione on-line.

Il libro, ormai fuori commercio, ha vent’anni. Era nato come pubblicazione di atti di un convegno a Lecco del CSMDB (Centro Studi musicali e sociali Maurizio Di Benedetto). Avevo ricevuto per l’occasione alcune domande da Lucia Steri e leggerete come ho risposto. La pubblicazione on-line su Musicheria.net dopo tanto tempo ha un senso? Ne indicherei alcuni. Intanto due questioni che annosamente sembravano senza soluzione sono state risolte: l’ingresso del jazz in conservatorio e la formazione in conservatorio degli insegnanti di strumento. Non è quindi vero che le giuste pressioni di chi è portatore di istanze culturali non possano trovare sbocchi positivi. Poi si noterà il timido accenno alla lezione collettiva di strumento che allora percepivo come utile, ma che ancora non avevo ben focalizzato. Da un decennio l’ho messa in pratica con successo in Conservatorio a Milano e si sta diffondendo non solo in Europa. I lettori noteranno che il successo delle Scuole medie a Indirizzo Musicale mi era chiaro, successo dovuto a una didattica che superava allora come adesso la dicotomia professionale/dilettantesco per approdare a una didattica formativa. Vent’anni fa facevo lo spiritoso ai convegni, adesso sono più serioso con sforamenti nel sentimentale. Ringrazio Mario Piatti che mi ha suggerito di pubblicare ancora questo contributo e Musicheria.net che ha accettato di ospitarlo.

>>> vedi allegato

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