Action, Criticism and Theory for Music Education: spunti di riflessione

Sintesi degli articoli della rivista telematica Action, Criticism and Theory for Music Education (ACT)

Numero 17/3 di Action, Criticism and Theory for Music Education, (settembre 2018): http://act.maydaygroup.org

Gareth Dylan Smith & Clare Hall

Introduction to the Special Issue: The International Symposium on the Sociology of Music Education, and the MayDay Group Action Ideals

Danielle Sirek

“Until I Die, I will Sing My Calypso Song”: Calypso, Soca, and Music Education Across a Generational Divide in Grenada, West Indies

Edward McClellan

Communities of Practice that Contribute to Undergraduate Identity Construction: A Case Study

Flávia Motoyama Narita

Informal Learning Practices in Distance Music Teacher Education: Technology (De)humanizing Interactions

Terry Sefton

Teaching for Creativity and Informal Learning in Liminal Spaces

Le lettura integrale degli articoli è possibile al sito http://act.maydaygroup.org/current-issue/

Riteniamo utile divulgare in lingua italiana una breve sintesi degli articoli che la rivista telematica di carattere scientifico Action, Criticism and Theory for Music Education (ACT) pubblica trimestralmente. Il nostro intento è quello di mettere al corrente e rendere partecipi i nostri lettori italiani riguardo alle tematiche di ricerca scientifica che a livello internazionale vengono affrontate e criticamente discusse nella rivista nell’ambito dell’educazione musicale. Speriamo che questa rubrica possa contribuire a stimolare riflessioni e discussioni nel mondo dell’educazione musicale italiana.

Già in passato abbiamo segnalato il valore dell’attività e della produzione culturale del MayDay group (https://www.musicheria.net/rubriche/diversita-culturali/1050-razzismo-in-educazione-musicale; https://www.musicheria.net/rubriche/studi-e-ricerche/1101-il-sistema-orchestra-introduzione-a-una-riflessione-critica) che principalmente divulga attraverso ACT affrontando, in genere, tematiche monografiche in modo critico.

Iniziamo con la presentazione del numero di settembre 2018 (Vol. 17-3) in cui sono riportati alcuni contributi dal Simposio Internazionale di Sociologia della Musica (ISSME) svoltosi lo scorso anno a Londra. Tale simposio è stato promosso dall’omonima comunità di studiosi che si è costituita e si ritrova periodicamente in convegni biennali. In assenza di una costituzione e di una direzione statutaria, l’ISSME è una peer community. E’ proprio in questa comunità di esperti che è stata proposta la stesura di questo numero speciale di ACT. Come Gareth Dylan Smith e Clare Hall sottolineano nell’introduzione, c’è una comunione e un’affinità di intenti riguardo alla visione politica, culturale e scientifica tra il MayDay group e l’ISSME. Fra le problematiche e le esigenze emerse durante il convegno, è stata sottolineata la necessità di concettualizzare, problematizzare e comprendere l’importanza della partecipazione musicale nella vita dell’uomo e il valore della musica nell’educazione generale di tutte le persone, tenendo presente i contesti, le condizioni sociali e culturali e il costante rapporto fra teoria e pratica. Proprio considerando questo rapporto, la sociologia e in particolare la sociologia dell’educazione musicale deve mirare all’azione così come emerge dalle ricerche svolte in varie aeree geografiche presentate in questo numero. I primi due articoli analizzano il ruolo o il modo in cui la musica agisce nella società o nella formazione dell’identità professionale, gli ultimi due propongono un modello didattico alternativo alla concezione attuale dell’educazione.

 

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