Il volto e le relazioni

Rilfessioni sull'essere in relazione
 
Per manifestare e realizzare la sua matrice umana, l'uomo ha bisogno di realizzarsi all'interno di una profonda comunione di volti. Recuperare il volto nella relazione fra le genti, significa recuperare l'uomo. Annichilire i volti, come capita sempre più di frequente nella comunicazione digitale, significa mortificare l'uomo. La politica senza volto, la scuola senza volto, la cultura digitale senza volto, sono i primi artefici di questa negazione dell'umano nelle relazioni.
 
Le nostre attuali relazioni, sempre più attive lungo il percorso della via digitale, sembrano farci dimenticare sempre con più intensità ciò che gli esseri umani mettono davvero in gioco nel più forte rapporto fra due o più persone: l’immagine, la presenza nel suo valore più profondo.
È soprattutto in questo essere l’uno difronte all’altro che si carica di significati la nostra parte più espressiva e nuda del corpo: il volto.
Questo significa che il nostro esserci in questo mondo, il nostro entrare in relazione, il nostro stare in presenza con l’altro, non è dato dalla qualità dei mezzi di comunicazione con i quali possiamo entrare in contatto, ma quanto piuttosto dal fatto che con il nostro essere presenti davanti all’altro, ci impegniamo fortemente come individui che porgono un volto.
 
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