Lo spirito imitativo dell'onomatopea

La natura ascoltata da un musicista non può che suggerire
un’idea musicale… un tema.

Gianfrancesco Malipiero

bisbiglio, balbettìo, gargarismo, trillo, tintinnìo, sibilo, sussurro, … ci sono parole che, con il loro ‘suono’, suggeriscono un rumore, un effetto, un significato, imitandolo fonicamente: sono le onomatopee, e più precisamente le onomatopee secondarie (o voci onomatopeiche) che hanno un rapporto con impressioni acustiche e sfruttano certi fonemi (i suoni che formano le parole) o gruppi di fonemi a scopo imitativo. Le primarie, o onomatopee in senso proprio, sono invece quelle che riproducono immediatamente, direttamente, il suono o il rumore: cucù, miao, drin, chicchirichì, din don, muuh, … (continua negli allegati)

Il presente saggio è tratto, col consenso dell’Editore, da: Ilaria Barontini, Musica e umorismo. Itinerari di ascolto nella musica ‘seria’ (ma non troppo) con un’escursione nella musica ‘leggera’ (ma non troppo), ETS, Pisa 2009 (Collana Musica&Didattica). Il volume è corredato da un CD-ROM con scritti di approfondimento, esempi audio e materiali video.
 


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