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Musica – Pace – Non violenza

Redazione

Un tema sempre attuale

Pensando alle tante guerre ancora attive in varie parti del mondo, riteniamo necessario richiamare l’attenzione su un tema che coinvolge anche l’educazione musicale con il testo di Gino Stefani, Otto tesi per una educazione musicale nonviolenta.

Riportiamo un passo dal volume di Gino Stefani, Competenza musicale e cultura della pace, CLUEB, Bologna 1985 che colleghiamo idealmente allo speciale Musica e… Educazione alla pace che abbiamo già pubblicato (>>> qui) e ai contributi di Maurizio Spaccazocchi Colore della pelle – colore della musica (>>> qui) e di Mario Piatti Qualche nota (anche musicale) su pace e non violenza (>>> qui).

Info sui conflitti in corso si possono trovare  >>> qui.

Gino Stefani

Otto tesi per una educazione musicale nonviolenta

Derivate dalle Otto tesi per l’Educazione Linguistica Nonviolenta, di Hermes Ferraro, a cura dell’I.P.R.I. (Italian Peace Research Institute), Satyagraha Editrice, Torino 1984.

1. L’E.M.N. (Educazione Musicale Nonviolenta) è la formazione all’uso consapevole della musica come elemento di coscientizzazione per la liberazione e per il raggiungimento del ‘potere di tutti’.

2. È compito di una E.M.N. educare i ragazzi a usare la musica come mezzo per stabilire rapporti, per conoscersi e per rispettarsi.

3. Una E.M.N. deve agire nel senso di una stimolazione dell’espressività dei ragazzi, contribuendo a sviluppare la personalità insieme con la capacità di realizzarsi positivamente all’interno di un gruppo o della collettività in generale.

4. È compito dell’E.M.N. demistificare, attraverso l’analisi, tutte le impostazioni violente, classiste o comunque discriminatorie nella nostra cultura musicale.

5. La musica è strumento della violenza strutturale quando smette di essere al servizio della comunicazione, del crescere insieme, del bene di tutti e serve invece a consolidare gli equilibri di potere, attraverso la mistificazione, la sacralizzazione dei ruoli. Una E.M.N. dovrà allora operare una demistificazione di tutto ciò.

6. Gli eventi sonori e le azioni per produrli possono essere uno strumento violento, un’arma. Una E.M.N. dovrà abituare a riconoscere nel proprio rapporto comunicativo con gli altri tutti i caratteri di aggressività e di sopraffazione, a livelli più o meno consapevoli.

7. Il pluralismo culturale in musica è un dato di fatto della nostra realtà socioculturale. È compito della E.M.N. abituare i ragazzi a riconoscere il relativismo culturale, rispettando le diversità di espressione linguistica (idiomi musicali di minoranze etniche, stili particolari) come segno di rispetto per la specificità degli altri e del loro diritto a non essere discriminati per nessuna ragione.

8. Una E.M.N. deve fare ricorso a una metodologia didattica di tipo attivo, al fine di esercitare le capacità musicali come strumenti di una più ricca partecipazione alla vita sociale e intellettuale.

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