Scrittura asemica e creatività musicale in ambito educativo
L’esperienza documenta l’utilizzo didattico della scrittura asemica, una forma di espressione grafica priva di significato letterale. Attraverso un progetto educativo strutturato, gli studenti trasformano segni visivi astratti in esplorazioni sonore e composizioni vocali, trattando i tratti grafici come vere e proprie partiture non convenzionali.
Alla fine degli anni ’90 il poeta Jim Leftwich ha coniato il termine “asemico” per designare una forma di scrittura creativa che utilizza unità linguistiche o quasi linguistiche che hanno una valenza estetica e che non hanno lo scopo di comunicare messaggi (cfr. Barbiero 2020). In realtà testi asemici esistevano già negli anni ’60 del secolo scorso, prima che il poeta visivo John Byrum chiamasse “asemici” i testi scritti da Jim Leftwich[1]. Anche il manoscritto Voynich, malgrado tutti i dubbi sulla datazione e sull’autenticità, può essere considerato un testo asemico, forse il più antico.
Estratto del manoscritto presente nel foglio 15V
“Asemico” significa “senza significato”, i testi asemici posso dare l’impressione di essere testi convenzionali ma in realtà non trasmettono alcun significato. Essi sono interessanti poiché chiedono una interpretazione da parte del lettore sebbene questa interpretazione debba essere scoperta e inventata sul momento[2].
Definiamo cos’è la scrittura asemica citando un testo di Marco Giovenale: “L’asemic writing è definibile, con buona approssimazione, come quella modalità della grafica o del disegno – ricorsivamente presente nel mondo già in tutto il Novecento e fittamente poi nel primo ventennio degli anni Zero – che fa intervenire sulla pagina caratteri, segni e glifi che assomigliano appena a lettere tipografiche, oppure a grafie tracciate a mano, fantasmi imprecisi di linguaggio conosciuti; senza però in verità rinviare ad alcun alfabeto noto, ad alcuna parola o frase reale; nulla c’è da decodificare, perché di un’apparenza di lingua significante affiorano solo le possibili cifre e forme, profili organizzati per pura fascinazione visiva; e l’ipotesi di un significato si rivela curiosamente fallace, vuota, negata” (Giovenale 2023, p.9).
Ipotesi di un progetto di didattica musicale
La scrittura asemica offre numerosi spunti per impostare un’attività didattico-musicale. La scrittura asemica allude a un linguaggio e allo stesso tempo lo nega. Ciò fa sì che la scrittura ritorni su se stessa e si manifesti nel suo aspetto grafico. La grafia riporta comunque alla scrittura in un ciclo che sembra spostare oltre, in ogni momento, il proprio senso. L’esplorazione sonora ha caratteristiche simili, nel momento in cui tende alla ricerca di un senso musicale che, a causa del carattere esplorativo, non trova mai del tutto. La scrittura asemica ha notevoli somiglianze con la partitura grafica. Entrambe evidenziano la grafia come materiale per una interpretazione musicale. La scrittura asemica e l’esplorazione sonora partecipano della dimensione inventiva. Scrivere in modo asemico significa dar vita a segni nuovi, originali che si discostano dalla scrittura tradizionale. L’esplorazione sonora analogamente è alla ricerca di percorsi inusuali in cerca di nuovi orizzonti sonori. Ciò si traduce in un gesto di scrittura che traccia segni inconsueti e in un uso della vocalità curioso e inaspettato. A partire da queste intuizioni, ho impostato un progetto didattico suddiviso in quattro fasi principali:
Partitura grafica e Scrittura asemica
Cosa accomuna una partitura grafico-musicale e un testo asemico? Entrambi portano in seno una mancanza e, da un’altra prospettiva, una ricchezza.
La scrittura asemica manca di un contenuto sia esso un concetto, un’idea, un pensiero, un evento, un oggetto; la partitura grafica manca di indicazioni chiare di alcune istruzioni musicali, quali l’altezza delle note, le indicazioni agogiche e ritmiche. Entrambi i sistemi sembrano alludere senza dire, quasi come una sofisticata simulazione, lasciano spazio all’indeterminazione interpretativa. La partitura grafica chiede di essere interpretata mentre la scrittura asemica non necessariamente, chiede forse soltanto di essere guardata. In questo sembra esserci una distanza significativa fra i due sistemi artistici. D’altra parte, molte scritture asemiche alludono a linguaggi convenzionali e quindi spingono l’eventuale interprete a cimentarsi nella loro “codifica”; le partiture grafiche spesso contengono simboli non commisurabili con un sistema di notazione standard. La loro interpretazione perde qualsiasi riferimento a partiture scritte con una notazione convenzionale. Naturalmente esistono gradi intermedi di ibridazione fra scrittura asemica e scrittura convenzionale come fra partitura grafica e convenzionale.
D’altra parte, la scrittura asemica, come la partitura grafica, è fonte di ricchezza interpretativa. Proprio per non avere una sola “lettura”, la scrittura asemica si lascia ben interpretare come una partitura grafica. Ecco che l’inventiva e la creatività (compreso la capacità improvvisativa) entrano in gioco nell’affrontare una scrittura che lascia ampio margine di intervento dell’interprete. La mancanza di regole, o funzioni interpretative, adesso diventa una risorsa per esplorare nuovi significati e nuove strategie interpretative[3]. Poiché la scrittura asemica perde il contatto con il significato, l’aspetto grafico emerge come il principale veicolo di senso. I segni asemici, aperti al senso, carichi di “un’attesa di linguaggio” (Giovenale 2023:10). Le caratteristiche segniche costituiscono il punto di partenza per una interessante restituzione sonora[4]. In questa apertura, in questo vuoto e in questa attesa si accresce l’immaginazione, humus per una creatività in fieri.
Lettura del segno asemico con la voce
Per giungere alla lettura sonora del segno asemico propongo agli studenti un percorso in tre tappe utilizzando segni grafici. Dopodiché realizzeremo una lettura sonora del segno asemico.
Lettura continua del segno
Per iniziare, gli studenti dovranno leggere in modo orientato un segno grafico (da sinistra verso destra, da destra verso sinistra, dall’alto in basso o dal basso in alto) procedendo in modo dettagliato. Ad ogni cambiamento nel segno, di colore, di spessore, di texture o di forma, dovrà corrispondere una variazione nell’esecuzione vocale.
Ecco alcuni esempi di segno:
2) Lettura proporzionale del segno
Per lettura proporzionale si intende una lettura “che associa a caratteristiche grafiche simili un’interpretazione musicale simile”[5]. Lo studente non deve guardare la linea in modo “millimetrico” ma, con uno sguardo più ampio, deve suddividerla in parti simili a cui dare un valore musicale simile (lunghezza della linea – durata del suono, spazi vuoti – silenzi, spessore della linea – volume, ecc.).
Ecco alcuni esempi:
3) Lettura Nonlineare del segno
Con lettura nonlineare del segno s’intende una lettura non orientata che interpreta dal punto di vista sonoro le invarianze grafiche del segno. Lo studente deve individuare quelle caratteristiche costanti del segno grafico e interpretarle come costanti del decorso sonoro (esempi: linee curve – glissandi vocali, linee spesse – uniformità dinamica, segno sporco – timbro vocale alterato, ecc.).
La lettura può essere intonata, non intonata oppure in entrambi i modi.
Alcuni esempi di poesie asemiche
Di seguito alcuni esempi per far comprendere agli studenti come l’aspetto asemico è interpretato da vari artisti.
Alcuni esempi di scrittura asemica realizzata da artisti che hanno esposto i loro lavori su Facebook nel gruppo “Asemic Writings: The New Post-Literate”:
La scrittura di poesie asemiche
Ho chiesto agli studenti di fare alcuni elaborati su carta di scrittura asemica[7]. In particolare, ho chiesto di scrivere alcune poesie asemiche. Ho fatto riferimento ad alcune strutture tipiche della scrittura poetica solo per orientare la “composizione grafica” della scrittura (allusione a versi, a rime, ecc.). Di seguito, alcuni esempi di poesie asemiche realizzate dagli studenti di una classe Seconda e Terza della Scuola Secondaria di Primo Grado di Castelfranco Piandiscò in Provincia di Arezzo (a.s. 2025/2026).
Si possono notare vari approcci alla scrittura asemica. Vi sono scritture che imitano il corsivo, altre che si spostano su un piano simbolico, altre si ispirano alle lingue orientali, alcune curvilinee, altre rettilinee. Alcuni studenti hanno usato la penna biro, altri le matite, altri la china, altri il pennarello, in alcuni casi hanno mescolato i vari strumenti di scrittura. Alcuni hanno privilegiato il centro del foglio, altri la parte superiore, altri quella laterale sinistra. In generale hanno inseguito la versificazione alludendo quindi alla scrittura poetica.
Osservazioni sulla restituzione sonora della scrittura asemica
Una volta scritte le poesie asemiche ho chiesto di interpretarle musicalmente utilizzando la voce. Sulla base delle varie esecuzioni delle poesie asemiche è possibile sintetizzare alcune osservazioni sulle restituzioni sonore (vocali) che si caratterizzano per avere somiglianze interpretative. In alcuni casi queste tipologie interpretative si sono sovrapposte, in altri una ha prevalso sulle altre. Link alle varie esecuzioni:
Aderenza alla fonetica della lingua madre. Molti studenti hanno interpretato i segni grafici usando fonemi appartenenti alla loro lingua madre. Talvolta si cercava nella grafia somiglianze morfologiche con la lingua e si procedeva a “tradurre” la grafia in elementi riconducibili a sillabe o parole note. Lo si capiva dal fatto che l’interpretazione sonora era scandita da pause che denotavano “difficoltà di lettura”, come se la scrittura asemica fosse un testo “scritto male”. Evidentemente, nello studente prevaleva l’idea di considerare la scrittura asemica una lingua piuttosto che una grafia, un insieme di vocali, consonanti, sillabe e parole piuttosto che un insieme di segni da re-interpretare.
Ricorso a “suoni di riempimento”. Anche quando l’interpretazione ha considerato la scrittura come una grafia, lo studente ricorreva a suoni (e sequenze di suoni) che “riempivano” la lettura senza però aderire più di tanto alla grafia. Talvolta questi suoni rappresentavano di per sé una soluzione fonetica interessante senza peraltro aderire alle suggestioni grafiche. La coerenza sonora prevaleva sulle indicazioni grafiche generando il ricorso a soluzioni gradevoli svincolate dalla logica della grafia.
La scarsa aderenza alla grafia. Poche esecuzioni hanno considerato un’interpretazione millimetrica del segno. In generale, la variabilità grafica del segno (spessore, pulizia oppure la forma curvilinea piuttosto che lineare) non ha generato variabilità nella restituzione sonora. Questa condizione ha funzionato per segni molto semplici, brevi linee, piccole curve, punti, che ho proposto all’inizio per far comprendere loro in che senso è possibile seguire un’interpretazione millimetrica, molto aderente, del segno grafico. La “complessità” della grafia ha reso difficile fare un’operazione analoga sulla scrittura asemica. Ciò ha significato l’adozione di interpretazioni nonlineari della grafia (la restituzione di costanti grafiche per mezzo di costanti sonore) sebbene condizionate dall’uso di soluzioni di riempimento come descritto al punto 2.
Il gioco dell’imbarazzo. In più occasioni gli studenti si sono dichiarati imbarazzati dall’attività. La motivazione era legata principalmente al giudizio dei compagni di classe. Ciò ha condizionato la sperimentazione sonora e la libertà espressiva, in generale ha rappresentato un ostacolo dalla creatività. Abbiamo discusso il problema insieme; alcuni studenti hanno riferito di trovare bizzarro e “senza senso” questo tipo di operazione. La discussione si è allargata includendo riflessioni intorno all’originalità, alla creatività nell’arte, al rapporto fra regola e trasformazione delle regole. D’altra parte, l’imbarazzo si è rivelato una risorsa poiché ha rappresentato uno scoglio superabile con soddisfazione.
Esecuzione collettiva di una poesia asemica
Due poesie asemiche sono state interpretate dagli studenti in modo collettivo. La richiesta è venuta da loro (per vincere l’imbarazzo). Pensando di agevolare l’esecuzione collettiva ho seguito la grafia con il dito indicando il “tempo di lettura” della scrittura asemica. Il risultato è stato interessante. Gli studenti hanno trovato soluzioni coerenti e uniformi utilizzando suoni vocali complessi, non semplicemente riconducibili a sillabe o strutture fonetiche linguistiche (la PA Sette è eseguita da tre maschi, la PA Otto da tre femmine).
Conclusioni
La scrittura asemica offre l’opportunità di utilizzare l’assenza di significato come una risorsa didattica, attivando processi di esplorazione, improvvisazione e invenzione musicale. Lo studente si percepisce come colui che inventa il prodotto grafico e sonoro grazie all’analogia fra scrittura asemica e partitura grafica. Se all’inizio gli studenti hanno mostrato la tendenza a interpretare la scrittura asemica come una strana lingua, in seguito il percorso ha favorito l’aderenza alla grafia e alle sue suggestioni sonore. L’uso della voce ha consentito di esplorare la ricchezza del segno grafico, all’inizio con un certo imbarazzo, poi con slancio e creatività. Tale condizione a mio avviso non rappresenta un limite ma un trampolino di lancio per innescare processi originali e creativi. Gli esercizi preliminari di lettura sonora del segno sono serviti per avvicinarsi gradualmente a una lettura più articolata della scrittura asemica. La mancanza di significato della scrittura asemica diviene stimolo per l’immaginazione musicale, per l’esplorazione, l’improvvisazione e l’invenzione sonora. La lettura collettiva delle poesie asemiche ha favorito l’inibizione e la ricerca comune di un significato sonoro oltre che l’ascolto reciproco e la ricerca di coerenza musicale.
Le implicazioni per la didattica della musica sono interessanti poiché si basano su processi di apprendimento aperti, non prescrittivi che lasciano spazi di attesa e invenzione agli studenti in un processo di adozione e trasformazione delle regole stabilite.
Possibili sviluppi di questa esperienza mi sono stati suggeriti da Enrico Strobino e Maurizio Vitali: il primo riguarda la possibilità di realizzare un montaggio “polifonico” delle registrazioni audio utilizzando la tecnica dell’editing audio (anche modificando le tracce originali), il secondo di estendere la tecnica del montaggio anche alle riprese video.
Giovenale, Asemic Writings. Senso senza significato, Ikonaliber, 2023
NOTE
[1] Fu Tim Gaze che nel 1998 fece uscire il primo numero di Asemic Magazine nel quale venivano individuati i precursori dell’asemic writings in Christian Dotremont e Henri Michaux. In realtà nel mondo esistevano già altri esperimenti di scrittura asemantica, o non comunicativa (ad esempio Contemplazioni di Arturo Martini (1889-1947).
[2] Se invece il testo ha una interpretazione prefissata in alcuni casi si può parlare di un codice, oppure di vere e proprie lingue artificiali (xenolinguistica).
[3] “Il vuoto al suo interno sembra meno un vuoto e più un’apertura; la sua mancanza di significato intenzionale diventa il fondamento stesso della possibilità di significato, sebbene per un tipo di significato che si colloca lungo un asse diverso dal significato testuale o semantico a cui le sue forme linguistiche o quasi-linguistiche originariamente alludevano” (Barbero, Ibidem).
[4] Sul concetto di “restituzione” si veda Cosottini 2017.
[7] Si può lasciare piena libertà agli studenti di elaborare la scrittura, sia nelle proporzioni del foglio, sia nel materiale e nelle tecniche per scrivere come nel suggerire o meno “forme di scrittura”.
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