Musicheria: Cosa ti ha spinto a fare questo progetto e come è articolato?
Roberto Neulichedl: L’idea non ha fatto che riprendere un progetto – al quale sono rimasto molto affezionato – maturato all’epoca del Covid. Allora il Forum per l’educazione Musicale, grazie alla collaborazione di vari colleghi e amici, accettò l’idea di realizzare un apposito sito dedicato all’ecologia sonora, promuovendo la consapevolezza dell’impatto dei suoni sulla vita umana e sui sistemi viventi, specie negli ambienti scolastici. Di quell’esperienza purtroppo non è rimasta traccia, se non in quest’unica pagina web.
Da lì viene comunque il fondamentale concetto di Ecologia dei sensi, che ho inteso riprendere nel programma elettorale per le amministrative di Reggio Emilia del 2024.
Questo nuovo progetto pluriennale è composto da un insieme di iniziative (convegni, installazioni, mostre, incontri, laboratori, bandi di idee) con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sul suono quale componente vitale nel suo impatto sulle collettività che vivono in luoghi a forte antropizzazione. Persegue dunque uno degli obiettivi di mandato dell’Amministrazione Comunale di Reggio Emilia relativamente alla cura della persona e dell’ambiente, a partire dalla “ecologia dei sensi”: dell’udito in primis.
Il progetto si snoderà tra il secondo semestre del 2026 e tutto il 2027 (ma spero anche oltre).
M: Possiamo dire quindi che si pone l’orecchio al centro delle iniziative?
R.N.: Il suono, anche in quanto “rumore”, è un regolatore fondamentale della vita degli individui e tra loro. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), il rumore ambientale costituisce il secondo fattore di rischio ambientale per la salute subito dopo l’inquinamento atmosferico da particolato. I suoi effetti avversi non sono solo uditivi, ma soprattutto extra-uditivi: come stress cronico, ipertensione, disturbi del sonno e malattie cardiovascolari, con impatti significativi su bambini e anziani. Per quanto concerne l’infanzia costituisce uno dei principali fattori di disturbo dell’attenzione e degli apprendimenti. Con il progetto EcofoniƎ il Comune di Reggio Emilia intende dunque realizzare parte del proprio programma di mandato a favore della tutela ambientale e della cura delle persone, investendo sulle energie creative dei giovani e coinvolgendo in particolare la popolazione studentesca dell’Università e dell’Alta Formazione Musicale Artistica Coreutica (AFAM).
La cura dei paesaggi sonori in cui viviamo comporta attenzione verso l’ambiente e la tutela delle sue qualità. In questa biodiversità acustica il corpo è chiamato a connettere il dentro e il fuori. La cura della sensorialità e di una sensibilità critica, concorrono a costruire un ecosistema culturale da cui far nascere scelte politico-amministrative oltre a un auspicabile nuovo design acustico del proprio habitat.
M.: A chi si rivolge EcofoniƎ e quali realtà sono coinvolte?
R.N.: Il progetto offre occasione alla cittadinanza di porsi in risonanza con l’ambiente e prendere coscienza del ruolo fondamentale del suono nella costruzione del sé, delle relazioni sociali e, quindi, del mondo. Il progetto coinvolge diversi strati di popolazione: dall’infanzia alla popolazione studentesca universitaria; dalle famiglie, al corpo docente; dagli esperti del settore ad artisti e sound placemaker.
Si prevede l’attivazione di più forme e livelli di collaborazione con molteplici realtà cittadine: dalle Istituzioni interessate, alle associazioni ambientaliste più sensibili alla qualità e vivibilità degli spazi acustici. La realizzazione del progetto vede la collaborazione tra più Istituzioni reggiane, tra le quali (in primis) il Conservatorio “Peri-Merulo” di Reggio Emilia e il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane – DESU.
Il progetto, aperto a future collaborazioni con altre istituzioni, prevede il diretto coinvolgimento del mondo della Scuola e dell’associazionismo attivo nei settori dell’educazione ambientale, dell’ecologia sonora e nel campo dell’esperienza d’ascolto in generale.
M.: Quali sono le prossime iniziative?
R.N.: Il progetto prevede tre linee d’azione: 1) Convegni di studio, Formazione, Ricerca educativa e sociale; 2) progetti per giovani e scuole; 3) Progetti performativi e site specific. Più concretamente, da qui a fine 2026, sono previsti diverse iniziative.
* Dal 26 al 31 ottobre si terrà il convegno dedicato a “I Saperi dall’Ascolto”, organizzato da FKL e Centro Studi Maurizio Di Benedetto in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, il Conservatorio statale di musica di Reggio Emilia e Castelnovo né Monti “Achille Peri e Claudio Merulo”, l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia – Dipartimento di Educazione e Scienze Umane. Relazioni, Laboratori, Passeggiate sonore e concerti sono dettagliati nel programma (>>> info).
* Il 27 ottobre ore 17.00, al Cinema Rosebud di Reggio Emilia ci sarà la proiezione (gratuita) del docu-film Dusk Chorus, di David Monacchi, per la regia di Nika Šaravanja e Alessandro D’Emilia. Il film documenta la spedizione in Amazzonia per il progetto “Fragments of Extinction”, che sta registrando il suono degli ecosistemi più vecchi e biodiversi del pianeta nelle foreste primarie equatoriali. Seguirà l’incontro con l’autore.
* Il 10 novembre ore 16.00, vi sarà inoltre una conferenza sul “silenzio”, di Nicoletta Polla-Mattiot (presso la Sala degli Specchi de I-Teatri).
Nell’ambito della linea d’azione EromuroorumorƎ un gruppo di giovani daranno vita a un primo progetto pilota di indagine di quartiere sul paesaggio sonoro. Azione che nel 2027 proseguirà in modo più esteso.
Per il resto, prossimamente sul sito del Comune sarà pubblicato il programma che si andrà via via costruendo.
Obiettivo ultimo (ambizioso perché davvero improbo) è comunque di sensibilizzare quante più persone a una proposta di cambio di paradigma: da quello retinico a quello aurale. Per imparare ad ascoltare il respiro del mondo. Anche per questo il punto di arrivo tanto concreto, quanto utopico, è quello di realizzare a Reggio una versione della Sonosfera di David Monacchi (https://pesaromusei.it/sonosfera-2), che vi sarà modo di presentare alla giunta il 27 ottobre, prima della proiezione del film. Sarebbe una bellissima “utopia concreta”, per dirla con Alexander Langer.
M.: Grazie Roberto e auguri per la buona riuscita del progetto su cui magari torneremo in seguito in particolare per le attività rivolte ai giovani e alle scuole.
Musicheria: Cosa ti ha spinto a fare questo progetto e come è articolato?
Roberto Neulichedl: L’idea non ha fatto che riprendere un progetto – al quale sono rimasto molto affezionato – maturato all’epoca del Covid. Allora il Forum per l’educazione Musicale, grazie alla collaborazione di vari colleghi e amici, accettò l’idea di realizzare un apposito sito dedicato all’ecologia sonora, promuovendo la consapevolezza dell’impatto dei suoni sulla vita umana e sui sistemi viventi, specie negli ambienti scolastici. Di quell’esperienza purtroppo non è rimasta traccia, se non in quest’unica pagina web.
Da lì viene comunque il fondamentale concetto di Ecologia dei sensi, che ho inteso riprendere nel programma elettorale per le amministrative di Reggio Emilia del 2024.
Questo nuovo progetto pluriennale è composto da un insieme di iniziative (convegni, installazioni, mostre, incontri, laboratori, bandi di idee) con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sul suono quale componente vitale nel suo impatto sulle collettività che vivono in luoghi a forte antropizzazione. Persegue dunque uno degli obiettivi di mandato dell’Amministrazione Comunale di Reggio Emilia relativamente alla cura della persona e dell’ambiente, a partire dalla “ecologia dei sensi”: dell’udito in primis.
Il progetto si snoderà tra il secondo semestre del 2026 e tutto il 2027 (ma spero anche oltre).
M: Possiamo dire quindi che si pone l’orecchio al centro delle iniziative?
R.N.: Il suono, anche in quanto “rumore”, è un regolatore fondamentale della vita degli individui e tra loro. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), il rumore ambientale costituisce il secondo fattore di rischio ambientale per la salute subito dopo l’inquinamento atmosferico da particolato. I suoi effetti avversi non sono solo uditivi, ma soprattutto extra-uditivi: come stress cronico, ipertensione, disturbi del sonno e malattie cardiovascolari, con impatti significativi su bambini e anziani. Per quanto concerne l’infanzia costituisce uno dei principali fattori di disturbo dell’attenzione e degli apprendimenti. Con il progetto EcofoniƎ il Comune di Reggio Emilia intende dunque realizzare parte del proprio programma di mandato a favore della tutela ambientale e della cura delle persone, investendo sulle energie creative dei giovani e coinvolgendo in particolare la popolazione studentesca dell’Università e dell’Alta Formazione Musicale Artistica Coreutica (AFAM).
La cura dei paesaggi sonori in cui viviamo comporta attenzione verso l’ambiente e la tutela delle sue qualità. In questa biodiversità acustica il corpo è chiamato a connettere il dentro e il fuori. La cura della sensorialità e di una sensibilità critica, concorrono a costruire un ecosistema culturale da cui far nascere scelte politico-amministrative oltre a un auspicabile nuovo design acustico del proprio habitat.
M.: A chi si rivolge EcofoniƎ e quali realtà sono coinvolte?
R.N.: Il progetto offre occasione alla cittadinanza di porsi in risonanza con l’ambiente e prendere coscienza del ruolo fondamentale del suono nella costruzione del sé, delle relazioni sociali e, quindi, del mondo. Il progetto coinvolge diversi strati di popolazione: dall’infanzia alla popolazione studentesca universitaria; dalle famiglie, al corpo docente; dagli esperti del settore ad artisti e sound placemaker.
Si prevede l’attivazione di più forme e livelli di collaborazione con molteplici realtà cittadine: dalle Istituzioni interessate, alle associazioni ambientaliste più sensibili alla qualità e vivibilità degli spazi acustici. La realizzazione del progetto vede la collaborazione tra più Istituzioni reggiane, tra le quali (in primis) il Conservatorio “Peri-Merulo” di Reggio Emilia e il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane – DESU.
Il progetto, aperto a future collaborazioni con altre istituzioni, prevede il diretto coinvolgimento del mondo della Scuola e dell’associazionismo attivo nei settori dell’educazione ambientale, dell’ecologia sonora e nel campo dell’esperienza d’ascolto in generale.
M.: Quali sono le prossime iniziative?
R.N.: Il progetto prevede tre linee d’azione: 1) Convegni di studio, Formazione, Ricerca educativa e sociale; 2) progetti per giovani e scuole; 3) Progetti performativi e site specific. Più concretamente, da qui a fine 2026, sono previsti diverse iniziative.
* Dal 26 al 31 ottobre si terrà il convegno dedicato a “I Saperi dall’Ascolto”, organizzato da FKL e Centro Studi Maurizio Di Benedetto in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, il Conservatorio statale di musica di Reggio Emilia e Castelnovo né Monti “Achille Peri e Claudio Merulo”, l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia – Dipartimento di Educazione e Scienze Umane. Relazioni, Laboratori, Passeggiate sonore e concerti sono dettagliati nel programma (>>> info).
* Il 27 ottobre ore 17.00, al Cinema Rosebud di Reggio Emilia ci sarà la proiezione (gratuita) del docu-film Dusk Chorus, di David Monacchi, per la regia di Nika Šaravanja e Alessandro D’Emilia. Il film documenta la spedizione in Amazzonia per il progetto “Fragments of Extinction”, che sta registrando il suono degli ecosistemi più vecchi e biodiversi del pianeta nelle foreste primarie equatoriali. Seguirà l’incontro con l’autore.
* Il 10 novembre ore 16.00, vi sarà inoltre una conferenza sul “silenzio”, di Nicoletta Polla-Mattiot (presso la Sala degli Specchi de I-Teatri).
Nell’ambito della linea d’azione EromuroorumorƎ un gruppo di giovani daranno vita a un primo progetto pilota di indagine di quartiere sul paesaggio sonoro. Azione che nel 2027 proseguirà in modo più esteso.
Per il resto, prossimamente sul sito del Comune sarà pubblicato il programma che si andrà via via costruendo.
Obiettivo ultimo (ambizioso perché davvero improbo) è comunque di sensibilizzare quante più persone a una proposta di cambio di paradigma: da quello retinico a quello aurale. Per imparare ad ascoltare il respiro del mondo. Anche per questo il punto di arrivo tanto concreto, quanto utopico, è quello di realizzare a Reggio una versione della Sonosfera di David Monacchi (https://pesaromusei.it/sonosfera-2), che vi sarà modo di presentare alla giunta il 27 ottobre, prima della proiezione del film. Sarebbe una bellissima “utopia concreta”, per dirla con Alexander Langer.
M.: Grazie Roberto e auguri per la buona riuscita del progetto su cui magari torneremo in seguito in particolare per le attività rivolte ai giovani e alle scuole.